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Senise: cambio di classe e le mamme non ci stanno

14/06/2011



Si è rivolta ad un avvocato e ha scritto addirittura alla Prefettura di Basilicata. Così la signora Amelia Guerriero di Senise si è fatta portavoce delle 11 famiglie che, da settembre, avranno i loro figli in prima elementare protagonisti, secondo loro, di un’assegnazione di classi “ingiusta”. Da settembre Senise avrà due distinte dirigenze: la prima che comprende la scuola dell’infanzia, il plesso San Pietro e le secondarie di primo grado di Senise; la seconda che comprende i plessi Giardini, Centrale e le scuole della Val Sarmento. All’inizio del 2011 i genitori sono stati chiamati a scegliere i modelli formativi già attivi nel distretto scolastico di appartenenza, in cui inserire i loro figli. Sette genitori scelgono il modulo con il rientro e il sabato libero nel plesso Giardini; quattro, invece, scelgono il modulo del plesso San Pietro. All’inizio del mese di aprile i due dirigenti convocano una riunione durante la quale viene illustrata la difficoltà di raggiungere il numero di iscritti previsti utile per formare un’unica classe. Numero che ammonta a 15, secondo il dirigente; a 10 (con il 10% di scarto in caso di necessità), come ricordano i genitori, visto che il Senisese è un’area considerata disagiata. “I due dirigenti- dice Amelia Guerriero- ci hanno dato mandato affinchè si raggiungesse l’unanimità di una scelta unica e condivisa. Alla fine, con dichiarazioni firmate da ciascun genitore, abbiamo espresso la volontà di scegliere il Plesso Giardini, così come, del resto, inizialmente voleva la maggioranza”. Dopo tre giorni e dopo un incontro a Potenza tra i due dirigenti e la Direzione Generale, arriva la decisione comunicata mediante lettera: la classe sarà assegnata a San Pietro, non si prevede l’assegnazione per tale modello organizzativo. Il che vuol dire non solo cambio di dirigenza senza aver interpellato gli interessati, ma anche (e soprattutto) cambio di modulo. Le mamme si chiedono: perché, allora, ci hanno inizialmente dato facoltà di scelta? “L’incontro fatto con i genitori- dice il dirigente che fa capo anche al plesso Giardini, Gennaro Spaltro- erano indicative ma non potevano avere un potere decisionale, perché l’ultima parola spetta alla Direzione Regionale. Forse questo è stato frainteso, ma credo di aver ampiamente chiarito la questione. Purtroppo la classe non raggiungeva il numero minimo previsto. La scelta fatta è opportuna e ognuno si assume la responsabilità che ha”. Intanto ci si chiede anche dove frequenteranno i bambini iscritti al plesso San Pietro. Dopo un anno di ristrutturazione e dopo essere stati “ospitati” nel plesso Centrale, la soluzione potrebbe essere, a detta del Comune, nei nuovi spazi ricavati nell’area delle scuole Medie. “A breve sapremo-dice il sindaco Giuseppe Castronuovo- se in tempi brevissimi avremo la possibilità di costruire nuovi spazi dove dirottare le aule laboratori e ricavare altre aule nell’attuale istituto”. Questa sembra essere l’ipotesi più accreditata.
Le mamme, dal canto loro, evidenziano come sia stata totalmente ignorata la loro proposta ma, soprattutto, come non siano state interpellate prima di procedere con il cambiamento; si chiedono perché “si sia deciso di privilegiare il Plesso San Pietro e non il Plesso Giardini, sito in un’area depressa e ad alta densità popolativa” (ed è anche l’unico istituto interessato fino ad ora da interventi di riqualificazione); come faranno i genitori residenti nei pressi dei Giardini che, privi di macchina, devono raggiungere la parte alta del paese; come faranno quelli che già hanno un altro figlio al Plesso Giardini. Tutti aspetti che erano stati considerati prima della decisione, all’unanimità, del modulo Giardini.

Mariapaola Vergallito



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