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Senise: problemi di bilancio e richieste di assistenza domiciliare

11/06/2011



Problemi di bilancio e l’assistenza domiciliare per i disabili, fino a pochi mesi fa gratuita, non è più tale. Questa è una storia in cui tutti sembrano avere ragione. Il Comune, che ha il bilancio a secco e che non può più offrire la gratuità di un servizio che, la legge regionale, prevede solo in parte pagato dall’istituzione; le famiglie che, senza alti redditi, non possono far fronte alle spese necessarie per avere un aiuto (necessario anche quello). In mezzo ci sono loro: bambini e adolescenti che hanno bisogno più degli altri di essere amati e aiutati. Come Sara: 17 anni, affetta dalla sindrome di Angelman e con un grave ritardo psicomotorio. Sua madre Maria è operaia forestale. Fino a novembre scorso ha ricevuto l’assistenza domiciliare gratuita ma da allora questo servizio è venuto a mancare, appunto, per problemi di bilancio. Ciascuna famiglia, in base al reddito, deve pagare una quota oraria per avere l’assistenza domiciliare. Il tetto massimo reddituale corrisponde a poco più di 10mila euro. “Il reddito che riguarda la mia famiglia-spiega la signora Maria- ammonta a circa 13mila euro, in base a questo dovrei pagare 1,50 ad ora. I problemi sono due: nel reddito è stato conteggiato, oltre al mio stipendio, anche l’importo che mia figlia ha dell’accompagnamento. E’ normale? Io non posso, con il mio solo stipendio da forestale, ottenere efficienza cercando di risparmiare per arrivare a fine mese”. “Restiamo in attesa di approvare il bilancio a fine giugno- dice il sindaco Giuseppe Castronuovo- e valutare l’ipotesi di poter dirottare alcuni fondi residuali per garantire di nuovo il servizio. Ma questo è un servizio dato in più da questa amministrazione e che molti Comuni hanno già tolto per gli stessi problemi di bilancio. Secondo la Legge Regionale il 64% delle spese vengono coperte dalla Regione; il 36% dal Comune che tampona così4 le difficoltà economiche degli aventi diritto in base alla graduatoria”. E sull’aggiunta dell’importo di accompagnamento al reddito generale, spiega che: “il tetto massimo di 10mila euro è stato calcolato proprio aggiungendo le entrate totali della famiglia bisognosa, accompagnamenti o pensioni comprese. Se avessimo considerato solo il reddito Isee, il tetto massimo sarebbe comunque stato inferiore e il risultato lo stesso”. Esistono soluzioni alternative per venire incontro ai bisogni delle famiglie che, con redditi bassi, devono comunque badare economicamente ma soprattutto, psicologicamente ai loro figli? “Se non posso permettermi di pagare le 8 ore di assistenza-dice Maria- vuol dire che difficilmente riuscirò a dare a mia figlia tutta l’attenzione che merita, perché lavoro e perché spesso non riesco a conciliare psicologicamente parlando, ciò che posso dare a mia figlia con ciò di cui ha realmente bisogno. Mi vengono anche gli scrupoli se a fine giornata non riesco a farla uscire o giocare, lei che ha bisogno di amore più di tutti”.

Mariapaola Vergallito



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