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| Teana festeggia i 150 anni dell'Italia e annuncia la riapertura delle medie |
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7/06/2011 |
| Le celebrazioni dei 150 dell’ Unità d’ Italia continuano.
E’ stata la volta dei bambini e ragazzi della scuola elementare di Teana, i quali presso il salone della scuola hanno ricordato nel loro recital, la processualità storica che ha portato all’ Unità d’ Italia e sono stati ripercorsi inoltre la storia dei centocinquanta anni dell’ Italia Unita. Una manifestazione che ha avuto un sapore particolare, visto che alla fine, la direttrice ha dato un avviso importante: è stato, infatti, annunciato, che da settembre a Teana, ci sarà di nuovo la scuola media.
Una bella notizia, a conclusione di uno spettacolo durante il quale sono state narrate le vicende che hanno portato all’ unità e con un riferimento particolare ai patrioti, che hanno contribuito alla sua unione e alla definitiva caccia dello straniero dal territorio italico. Oltre alla parte prettamente recitativa, la manifestazione conclusiva di fine anno è stata caratterizzata soprattutto da inni patriottici e dalle tante canzoni che hanno contribuito nel corso del tempo a celebrare l’Unità d’Italia. Sono state proposte, inoltre, molte illustrazioni dei protagonisti dell’Unificazione d’ Italia (da Cavour a Mazzini), raffigurati dai bambini secondo la loro immaginazione. Varie le poesie come la Spigolatrice di Sapri ed altre poesie e canzoni che hanno fatto la storia dell’ Italia unita. E’ stato espresso dai bambini l’ orgoglio di essere italiani, ribadita l’ importanza del tricolore, passando per un rifacimento alla nazionale italiana e a quegli eventi in cui è vivo e presente il sentimento di appartenenza nazionale. Un modo particolare di celebrare i cento cinquant’ anni dell’ Unità d’ Italia, ad esempio attraverso le canzoni che hanno raccontato il cambiamento dell’ Italia nel corso di questi anni, canzoni del passato a partire da “Mamma dammi cento lire” e così via. Un riferimento particolare è stato fatto alla Costituzione , alla spiegazione di alcuni articoli da parte dei bambini, che hanno espresso il senso dell’ essere cittadino. Dalla rappresentazione era facile dedurre, in quanto chiaramente spiegato dai piccoli attori e cantanti, gli eventi e le difficoltà che hanno portato all’ unione. “Diversi ma uniti”, è stato in un certo senso lo slogan della manifestazione, che ha fatto riferimento inoltre al rispetto per gli stranieri, pur non perdendo mai di vista il senso di attaccamento alla propria nazione. Evitare inutili regionalismi, è stato un altro concetto forte espresso dai ragazzi, i quali appunto partendo dagli anni che hanno preceduto l’ Unità nella loro narrazione, sono giunti poi a contestualizzare il loro racconto facendo riferimento ai giorni nostri. L’ Italia, che come hanno opportunamente illustrato i ragazzi, è stata il frutto appunto di guerre d’ indipendenza, tanti tentativi, tragiche sconfitte, tante lotte e persone che hanno dato la vita per questa causa. L’ Unità, ha avuto inizialmente anche i suoi problemi, perché sono stati certamente uniti popoli diversi per certi aspetti, magari linguistici ed altro, ma che erano però insieme per quel forte senso di appartenenza a quell‘ “Italia” che da tanto tempo veniva vagheggiata da poeti e letterati.
La manifestazione si è conclusa con i canti di inni patriottici e con il conferimento ai bambini, da parte della direttrice, di un attestato di ricordo e con i ringraziamenti della direttrice a tutto il corpo docente e in modo particolare ai bambini. L’ augurio è stato quello che i bambini possano veramente essere ispirati da valori patriottici autentici, e che questi valori appresi li possano trasmettere poi alle future generazioni, perché la memoria del passato, di ciò che è stato non venga dimenticato.
Maria Rosaria Rondinelli
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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