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| I Diaconi permanenti di Tursi-Lagonegro a Roma dal Beato Giovanni Paolo II |
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6/06/2011 |
| I Diaconi permanenti della Diocesi di Tursi-Lagonegro insieme alle proprie famiglie ed amici si sono ritrovati, a Roma, per venerare la Sacra Reliquia del Beato Giovanni Paolo II. Il pellegrinaggio organizzato dal Movimento Ecclesiale Contemplativo Apostolico “ LUMEN CRISTI” ha reso possibile questo evento caratterizzato dalla celebrazione eucaristica all'altare della tomba, Patriarcale Basilica di S.Pietro il giorno 4 giugno 2011, alle ore 7,30 presieduta da padre Domenico IZZI. Durante l'omelia il padre rivolgendosi ai diaconi e alle loro famiglie ha sottolineato l'importanza dell'invito che S.Pietro ha riservato ad essi per rinnovare e confermare la loro Diaconia. Lo stesso Pietro -ha continuato don Domenico – ha regalato a voi, il dono prezioso della Diaconia di Gesù: il servizio della Carità. Proseguendo ha poi voluto ricordare che il Concilio Vaticano II nella sua missione della “ Renovatio ecclesiarum” ha riportato all'antico splendore la “ Dalmatica della Carità”, al servizio di tutte le genti: ai Diaconi sono imposte le mani per il servizio del popolo di Dio, in comunione col vescovo e il suo presbiterio, nella diaconia della liturgia, della parola e della carità. Il Beato Papa Karol, qui presente, - ha continuato don Domenico – insegna che il Diacono personifica Cristo servo del Padre, partecipando alla triplice funzione del sacramento dell'ordine: è maestro, in quanto proclama e illustra la parola di Dio; è santificatore, in quanto amministra il battesimo e distribuisce l'Eucarestia; è guida, in quanto animatore di Comunità e settori della vita ecclesiale. Il Ministero diaconale, in questo modo, testimonia la missione della Chiesa, sia nella pastorale ordinaria sia nella dimensione missionaria “ ad gentes” che Dio vuole per tutti gli uomini nella concretezza della loro storia. Assieme alla diaconia ministeriale del sacramento dell'ordine, è necessario rinnovare la chiamata del “ Servo di Yahveh” a tutti i battezzati, nella diaconia della carità, vocazione di ogni discepolo di Gesù e parte essenziale della Spiritualità della Chiesa. Così, come il ministero presbiterale è legato al sacerdozio universale, il ministero diaconale è legato alla Diaconia comune ed universale di tutti i fedeli cristiani al servizio del Servo di Yahveh nell'assemblea di tutte le nazioni. In questo modo la Chiesa, annunzia come popolo profetico, ogni servizio umile e generoso, come vero servizio della Carità di Gesù che non si ferma in sé, ma invita gli uomini a prolungare lo sguardo verso Dio. Splenda oggi – ha concluso don Domenico – alla luce di Maria, Stella nel cammino della Nuova Evangelizzazione, come segno vivo, sull'altare del Beato Papa Karol, la Dalmatica della Carità ministeriale ed universale della Diaconia di Gesù Cristo, Kyrios e servo Risorto di Yahveh!
Vincenzo diac. Terracina |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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