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| Scuole lucane nella top 5 in Italia |
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1/06/2011 |
| Le scuole lucane si classificano al quinto posto nella graduatoria nazionale degli istituti scolastici sulla base di 96 indicatori tratti dalle rilevazioni dei Ministeri dell’Istruzione e dell’Interno, della Ragioneria generale dello Stato, dell’Istat e dell’Invalsi: il livello delle strutture della Basilicata è migliorato rispetto alla prima edizione della ricerca, pubblicata nel 2007, quando la regione si posizionò al settimo posto. Nella graduatoria finale per province (lo studio è realizzato dalla rivista “Tuttoscuola”) Potenza è al 19/o posto e Matera al 47/o, con punteggi “superiori alla media nazionale, migliorando la loro posizione rispetto al primo rapporto (Potenza al 37/o posto e Matera al 68/o)'.
Sui 16 indicatori della qualità nella scuola, la Basilicata è risultata superiore alla media nazionale undici volte su 16 (come il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto). La Basilicata occupa il primo posto, con punteggi sempre sopra la media, nelle aree “Patrimonio delle istituzioni scolastiche” e “Tempo scuola”. Gli indicatori sotto la media riguardano le “Spese per l’istruzione degli enti locali” (8/o posto), le “Tecnologie didattiche” (17/o posto), il “Contenimento spese per le famiglie” (16/o posto), la “Continuità e stabilità dei docenti” (16/o posto), i diplomati (13/o posto). Complessivamente, è stato registrato un miglioramento di 29 indicatori su 56. Per quanto riguarda gli esiti degli scrutini finali e degli esami, è emerso il migliore tasso di promozione nella scuola secondaria di primo grado (96,5 per cento, contro il 94,9 per cento del dato nazionale) e per gli istituti d’arte e professionali (90,2 per cento contro l'84,7 cento nazionale). Rispetto alla maturità di tre anni prima si è ridotta di oltre due punti la percentuale di voti minimi (dal 14,4 per cento al 12,3 per cento), ma è anche diminuita di oltre tre punti la percentuale di diplomati con votazione massima (dal nove al 5,6 per cento). |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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