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| “Adesso Magazine”, Press Tour in Basilicata della rivista tedesca in lingua ital |
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31/05/2011 |
| È un segreto da svelare, di quelli che non si possono contenere in una sola emozione, perché esprimono il modo di essere dell’Italia intera. La Basilicata è il pezzo mancante di un puzzle senza il quale il Bel Paese non potrebbe essere noto oltre confine nella sua completezza.
Certo, il clima dei giorni in cui si sono aggirati tra Costa Ionica e Costa Tirrenica, Parco delle Dolomiti Lucane e Matera (24-28 Maggio) non ha giocato a favore di Salvatore Viola e Filippo Cirri, giornalista e fotografo di Adesso, l’unico mensile in lingua italiana diffuso in Germania, Austria e Svizzera. Ma durante il Press Tour organizzato dall’Apt, i due reporter hanno comunque messo insieme utili appunti che contribuiranno alla stesura di un racconto tutto lucano, da pubblicare il prossimo Agosto sulla rivista di riferimento per i tedeschi amanti dell’Italia.
“Se non avessimo la convinzione che la Basilicata ha molto da offrire non saremmo qui” esordisce Salvatore Viola. E c’è un elemento tra i tanti che non può fare a meno di sottolineare: “Il silenzio che ti avvolge sulla cima del Pollino o ai piedi della statua del Cristo di Maratea”, se per un lucano questo è un limite, “per chi arriva da città rumorose è un toccasana che non si trova altrove”.
Basilicata luogo del silenzio, posto in cui ci si può prendere tempo e fermarsi a riflettere, luogo in cui si sintetizzano le ragioni di un viaggio: “Ritrovare le proprie energie - spiega Viola - e vivere un’esperienza di conoscenza. Per il solo fatto di trovare una novità vale la pena venire in Basilicata”.
La rivista Adesso racconta l’Italia dalla politica alla cultura e si rivolge “a un pubblico molto attento che conosce il Paese e ciò che può offrire, per questo i nostri racconti devono rispecchiare una realtà che diventa conferma”. A partire dal cibo. “Le strutture che ci hanno ospitati in questi giorni – assicurano - saranno le stesse che consiglieremo ai nostri lettori, che non sono i tedeschi di una volta”. Nel senso che “sanno cos’è la cucina italiana - in Germania ci sono ristoranti italiani di grande qualità - e amano i piatti regionali. Non si fanno prendere in giro, insomma”. Più che rincorrere sapori raffinati il tedesco preferisce la genuinità e la freschezza dei prodotti. “E questi sono elementi caratterizzanti della cucina lucana” – commentano Salvatore Viola e Filippo Cirri.
Il mensile tedesco tiene conto delle passioni del turista teutonico: trekking, cicloturismo, sport in generale, per questo “proponiamo servizi giornalistici che non ritraggono solo le mete italiane più consuete, ma anche posti al di fuori dai tragitti turistici classici”. E la Basilicata rientra in questo schema. “I tedeschi la conoscono per località come Matera, ma lo scopo di questo nostro itinerario è dimostrare che c’è anche altro”. Ci sono il mare e la montagna, “dove praticare rafting oppure vela”, ci sono la natura e la storia, “e una dimensione straordinaria come il Pollino per il trekking a cavallo”.
Un altro potenziale elemento di attrazione verso la Basilicata è il suo rispondere ad ogni esigenza, una percezione manifestata da Filippo Cirri che ne ha immortalato i diversi paesaggi, i quali “sottopongono chi osserva a diverse esperienze visive”. La nostra è poi una regione, una delle poche, “che si può attraversare da parte a parte – nota Viola - un po’ come la Puglia, ma la differenza sta nel fatto che qui, andando da mare a mare, si incontrano montagne e paesini arroccati”.
Il reporter commenta con stupore l’essersi ritrovato sulla Costa Ionica tra sabbia e archeologia e l’aver vissuto l’esperienza della fusione tra mare e cultura anche sulla Costa Tirrenica, facendo tutto in poco tempo”. Questo non accade ovunque.
Viola e Cirri hanno individuato un aspetto positivo in uno dei gap della Basilicata, l’assenza di collegamenti: “È vero che una volta arrivati a Napoli è più facile prendere un aliscafo per raggiungere Ischia, ma questa è una regione che in qualche modo ti obbliga alle escursioni cui appassionati come i nostri lettori non rinunciano”. A conferma della loro impressione raccontano - quasi con orgoglio - di aver incontrato molti ciclisti o camper con targhe tedesche.
Il giornalista non esclude che dalle colonne del suo articolo i lettori saranno invitati a percorrere la Basilicata “coast to coast”, né dubita di essere preso in parola. Rocco Papaleo, premiato per tre volte aI David di Donatello 2011 per il suo “Basilicata coast to coast”, “non poteva avere idea migliore per presentare al grande pubblico la sua regione”.
Quando ha visitato Pietrapertosa e Castelmezzano, alzando lo sguardo al cavo d’acciaio lungo il quale ogni estate turisti di tutti il mondo compiono il “Volo dell’Angelo”, Viola ha pensato che “quando punti su quello che hai giochi una carta vincente, quando cerchi invece di trasformare forzatamente un luogo lo snaturi, e non vai nella direzione giusta”. Alla Basilicata va riconosciuto un merito: “Senza stravolgere il suo territorio – nota il giornalista - lascia la natura al suo posto attirando, inconsapevolmente, il turista”.
La storia che Viola racconterà ai suoi lettori sarà una “Basilicata coast to coast” un po’ diversa, dove l’esigenza è illustrare cosa c’è da vedere da una parte all’altra di una regione che non è vasta ma neanche piccola come si pensa e permette di scoprire storie antiche rivissute nel presente. L’incipit della sua storia lucana potrebbe offrire l’immagine più originale che della Basilicata gli è rimasta impressa: “Accanto al mare c’è un parco archeologico così, dopo aver fatto surf, ci si può tuffare anche nella cultura”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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