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Il prefetto di Potenza in visita a Cersosimo e San Paolo Albanese

28/05/2011



Il prefetto di Potenza, Luigi Riccio, ha fatto visita a due piccole comunità della Val Sarmento: Cersosimo e San Paolo Albanese. Presentato così, potrebbe sembrare la cronaca di una normale visita istituzionale; in realtà, sotto, sotto, c’è una bella storia che vale la pena raccontare. Le bimbe e i bimbi della scuola primaria di Cersosimo, Giuseppe Mazzini, preparano con gli insegnanti un lavoro teatrale per salutare l’anno scolastico che si chiude. Sulla scena si decide di portare il nostro Risorgimento. I 150 anni, da quel 17 marzo del 1861, si vogliono festeggiare anche qui. E come spesso capita per i compleanni, s’invitano i parenti e gli amici più stretti. L’invito, più che un bigliettino, è una letterina, come quelle che si scrivono a Babbo Natale, dove si chiedono giocattoli e regali fantastici. La lettera viene imbucata senza tante pretese. Il destinatario è uno di quelli importanti, il signor Prefetto, che di impegni ne ha molti e sicuramente non verrà. Dopo qualche giorno, tra le tante buste, la letterina arriva tra le mani del rappresentante del Governo; l’apre, la legge, e ne rimane incantato. L’emozione lo assale. Un brivido corre lungo la schiena. L’innocenza e la semplicità di quelle parole arrivano diritti al cuore. Per un attimo si torna indietro negli anni. In quelle poche righe si possono leggere i desideri dei bambini, ma anche le incertezze o le paure di un no, come spesso accade. Ma come nelle favole, questa storia ha un lieto fine. L’invito viene accettato, il rappresentante del Governo arriva nella loro scuola, assiste al loro lavoro, tante volte provato e riprovato. A Cersosimo e a San Paolo Albanese l’accoglienza è sincera. I sindaci dei due comuni, Pietro Gulmì e Anna Santamaria, accompagnano l’importante ospite a visitare musei e chiese, si spalancano per l’occasione le porte dei tesori più preziosi che raccontano secoli di sacrifici,di sogni,di storia. I due Sindaci a nome delle comunità donano i simboli dei loro Comuni, come la copia dell’antica moneta di Cersosimo, scoperta nella grande e importante area archeologica che sovrasta l’abitato. Lo stesso dono fu fatto anni fa anche al Presidente Ciampi e a Giovanni Paolo II, il Papa santo. Riconoscimenti di comunità generose,ospitali, aperte. Poi tutti nella “Sala Castello”, lo spettacolo sta per iniziare. Ma prima ancora, l’insegnante Carmela D’Alò, a nome di tutti, saluta e ringrazia il Prefetto e la sua Signora per questo grande regalo, vero motivo di orgoglio, sottolinea, di gioia, di onore, di arricchimento per la nostra scuola.

Il Prefetto, accanto alla moglie, seduto in prima fila, ascolta subito dopo anche il saluto affettuoso e riconoscente del primo cittadino, Gulmì , che lo ringrazia per aver deciso di accogliere l’invito a presenziare alla rappresentazione teatrale, “vera prova concreta – ricorda- di quanto affermò circa tre anni fa, quando disse che sarò un prefetto in continuo movimento, che incontrerà da vicino i cittadini”. Un vero esempio per tutti, conclude. Ma la scena la conquista da vero mattatore il Prefetto. Esordisce guardando negli occhi i bambini, “tra centinaia di inviti, dice, voi siete riusciti… siete riusciti… a farmi venire”. Scherza con i più piccoli, si diverte, sorride, invita un ragazzino a battere “il cinque”: “si deve conoscere il loro linguaggio”, aggiunge. Strappa decine di applausi, uno dietro l’altro. Più di qualcuno, ne sottolinea la simpatia, la semplicità, doti che gli permettono di parlare a tutti del ruolo della scuola, degli insegnanti, delle famiglie. Non può fare a meno di sottolineare la forza del nostro Paese, forza, dice, che si fonda nell’unità, nella diversità, nel patrimonio culturale, nei dialetti, nelle mille tradizioni, nella fierezza dell’appartenenza. Poi invita tutti, grandi e piccini, a leggere con attenzione la Costituzione:“pilastro fondamentale dell’Ordinamento giuridico,che regala ai ragazzi. Il sangue, la fatica, le delusioni, le ambizioni, sottolinea ancora, sono lo spirito di questi centocinquant’anni, un tempo che è servito a dare vita a un grande Paese; un tempo che è servito a dare fierezza e unità a una grande Comunità.

Vincenzo Diego



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