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| Polemiche lucane «Si taglino gli esterni non le sedi decentrate» |
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25/05/2011 |
| Costano troppo. Non c’è molto da dire. Quelle sedi periferiche che la Regione Basilicata ha sparse sul territorio costano decisamente troppo. Se poi si aggiunge che hanno scarse attività e una percentuale di missioni decisamente elevata rispetto ai giorni lavorativi il quadro che viene fuori è decisamente chiaro. Per questo la Regione ha deciso di chiuderle. La crisi incombe, i finanziamenti scarseggiano ed l’imperativo oggi è uno solo: razionalizzare. Così quelle sette strutture - divise tra area nord ed area sud, tra Potentino e Materano - saranno «cancellate».
Poco male? No, perchè quella decisione ai sindacati non va proprio giù. Tanto da esprimere un giudizio fortemente negativo e da chiedere si intervenire su altri settori come quello delle consulenze esterne. A ribadirlo nel corso della riunione che si è tenuta ieri in regione, il rappresentante della Rsu Uil della Regione Basilicata, Rocco Giorgio. «Non si può, in assenza di un organico disegno di riorganizzazione ed una seria ristrutturazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti, continuare a procedere a strappi - precisa Giorgio - giustificando tutto con l’emergenza che diventa continuità ordinaria. Comprendiamo le difficoltà finanziarie contingenti e ci assumiamo tutte le responsabilità di scelte anche coraggiose, tuttavia ciò non deve ripercuotersi sempre e soltanto sulle spalle dei lavoratori. Si depauperano i territori, soprattutto le zone più marginali, si centralizza tutto con dubbia efficacia sull’azione amministrativa e sul servizio ai cittadini. Applicando questo metodo ragionieristico - conclude Giorgio - probabilmente ci sarebbe da cancellare la stessa Regione Basilicata come istituzione autonoma».
Parole di fuoco, dunque. Ma non solo, perché il sindacato sostiene che «altri siano gli sprechi e le inefficienze». Puntando il dito, ad esempio, contro i dirigenti esterni. Invece, la mannaia dei tagli si abbatterà su 7 strutture: a Bernalda, Marconia, Irsina e Tricarico nel Materano e quelle di Moliterno, Muro Lucano e Genzano di Lucania. Tutte sedi in affitto e per questo scelte. Ad essere «salvate», invece, le sedi di Policoro, Villa d’Agri, Lagonegro, Senise, Metaponto e Melfi (quest’ultima unica sede in affitto e nella quale lavorano 24 dipendenti). In questo modo - secondo la Regione - si ottiene «un abbattimento della spesa, rispetto a quella attuale, del 49 per cento al quale devono aggiungersi le ulteriori economie di spesa derivanti dalle riduzioni delle giornate di missione, dei fabbisogni delle attrezzature di uffici, dei premi assicurativi, dei minori investimenti ». In poche parole si passerà da una spesa di 980mila euro ad una spesa di 510mila euro. Aspetto che, però, non convince i sindacati.
«Si chiudono sedi storiche - afferma Giorgio - come Muro Lucano (costo 16mila euro), Tricarico (28mila euro) e Genzano (16mila euro) per un risparmio di circa 60mila euro pari a poco più della metà del compenso di un dirigente esterno, di cui spesso si fatica a comprenderne e percepirne ruolo e funzioni».
Antonella Inciso
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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