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| Libera Basilicata ricorda Tiziano Fusilli |
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22/05/2011 |
| Libera Basilicata ricorda Tiziano Fusilli, ucciso a Potenza il 22 maggio del 1989. Tiziano è stato assassinato in un agguato, raggiunto da due colpi di pistola all'addome. Erano le 14.30 circa. Tiziano stava sistemando alcune aiuole su via Adriatico per conto della Comunità montana. I suoi killer erano a bordo di una moto, i volti coperti dai caschi. Lo hanno chiamato per nome e hanno esploso i colpi. Tiziano morirà qualche ora più tardi in ospedale. Le uniche parole che riuscì a pronunciare furono: "Lo hanno detto e lo hanno fatto". Aveva 28 anni, un lavoro e una giovane moglie in attesa della
loro prima figlia. Aveva commesso alcuni sbagli nella sua breve vita ma aveva deciso di voltare pagina e ci stava riuscendo. Chi non ha condiviso la sua scelta di "uscire dal giro"?
"Lo ricordiamo nel giorno dell'anniversario della sua morte, perché nessuno si dimentichi di lui e del suo omicidio. Ricordiamo Tiziano per dire che a Potenza, già 22 anni fa, si uccideva e si uccideva in pieno centro. Lo ricordiamo perchè arrivare a capo di questa storia potrebbe voler dire arrivare a capire quali erano le gerarchie criminali che all'epoca controllavano il territorio e che in pratica sono le stesse di oggi. Ci auguriamo che il lavoro degli investigatori faccia luce anche su questa storia perchè chi all'epoca uccise Tiziano e continua a camminare indisturbato per le strade di Potenza, non può e non deve pensare di averla fatta franca. Nel giorno del 22esimo anniversario del suo assassinio, vogliamo ricordare la persona e chiedere che si faccia luce sulla sua storia perchè è solo con la verità che si potrà ridare dignità a Tiziano e alla sua storia".
Don Marcello Cozzi
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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