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Tesori lucani tra castelli e palazzi da salvare

14/05/2011



Custodire e valorizzare la memoria e il patrimonio culturale, per tramandarli alle future generazioni, è un dovere morale, un impegno. Ma per la Basilicata dei castelli, dei monumenti e degli edifici storici è anche un’occasione per rilanciare l’economia del territorio. Consapevolezza che unisce quattordici comuni lucani (Armento, Cancellara, Castelmezzano, Gallicchio, Grumento Nova, Genzano di Lucania, Marsico Nuovo, Moliterno, Montemurro, Pietrapertosa, Roccanova, San Martino d’Agri, Tolve, Viggiano) fondatori del «Consorzio per la salvaguardia e valorizzazione dei castelli ed edifici storici della Basilicata».

L’organismo è nato nei primi anni ‘90 per «censire» i castelli, le altre opere fortificate della regione e gli edifici storici in genere, con l’obiettivo di realizzare una una comune opera di salvaguardia e di supporto al recupero e al riuso di questo immenso patrimonio. L’aver individuato i monumenti-simbolo su cui focalizzare l’attenzione per «strapparli» dall’oblìo e promuoverli anche fuori dai confini regionali (si veda nella scheda che pubblichiamo in basso) è solo una tappa del percorso che il consorzio intende compiere. Il lavoro di monitoraggio fin qui svolto ha prodotto un volume firmato da Giuseppina Villano: «I castelli in Basilicata al tempo di Federico II».

È uno studio «alimentato» dalla volontà di recuperare e valorizzare le strutture fortificate presenti in Basilicata. Il presidente del consorzio, Michele Spaziante, spiega che «da tempo l’organismo ha verificato le reali condizioni in cui versano queste strutture storiche e le necessarie provvidenze per le quali necessitano interventi mirati» . Dalla documentazione raccolta nel volume di Villano emerge un quadro generale preoccupante sullo stato di salute dei monumenti, sull’insuf ficiente azione di valorizzazione, sulle violenze all’ambiente circostante. È vero, l’indagine risale al biennio 2006-2008, ma molte delle criticità di allora restano attuali, anche se l’azione portata avanti dall’Apt Basilicata e dal suo direttore Gianpiero Perri sul fronte del recupero del patrimonio storico culturale della regione è incisiva e sta dando buoni frutti. Spesso, tuttavia, ancora oggi ci si imbatte in edifici chiusi, inaccessibili.

Lo stesso Spaziante, nella nota introduttiva al volume sui castelli federiciani, scrive che «è possibile realizzare un itinerario di fortezze federiciane che può spingersi all’interno del territorio lucano fino al castello di Moliterno o a quello di Policoro sulla costa jonica. Ma non è più possibile che castelli e roccaforti siano condannati ad un’eterna chiusura per lavori di restauro o per mancanza di programmazione degli interventi». Spaziante auspica che attorno alla conservazione del patrimonio culturale ci sia un impegno sempre più crescente: «Le attività di programmazione e di gestione, ma anche di promozione e valorizzazione - sottolinea il presidente del consorzio - richiedono necessariamente una stretta collaborazione ed un’intesa istituzionale tra gli enti competenti interessati» .
Massimo Brancati
la gazzetta del mezzogiorno



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