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| San Chirico Raparo: due candidati per una poltrona |
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12/05/2011 |
| A San Chirico Raparo sono due le liste che si sfideranno nelle amministrative 2011. Claudio Borneo, sindaco uscente e Pietro De Sarlo.
Il primo presenta una lista di stampo Pd (appunto “Partito Democratico”) e divide le linee di interventi essenzialmente in due parti: quelli dedicati all’area urbana (riqualificazione di tutto il centro abitato e della pubblica illuminazione con l’utilizzo del fotovoltaico, completamento del centro polifunzionale in via San Rocco e di Palazzo Barletta e così via) e quelli dedicati all’area extra-urbana(con il recupero e la valorizzazione a fini turistici di percorsi naturalistici, aree pic-nic e recupero dell’antica Abbazia di Sant’Angelo al Monte Raparo). Inoltre si prevede, tra le altre cose, di attivare agevolazioni su alcune tassazioni comunali per attrarre possibili investitori: un’attenzione particolare va al ripristino della viabilità rurale e alle politiche sociali, con agevolazioni nei confronti degli anziani per favorirne la socializzazione.
Pietro De Sarlo presenta la lista “Prima di tutto San Chirico” e pone l’accento sulle seguenti priorità: occupazione, urbanistica, tempo libero, politiche sociali e trasparenza amministrative. Queste le linee guida generali di un programma che punta, tra l’altro, a favorire gli insediamenti artigiani, a utilizzare al massimo le risorse e le imprese locali nella realizzazione degli interventi pubblici con una specifica attenzione verso il commercio; “rimodulare gli interventi urbanistici in modo da rendere unitaria e visibile la tradizione e l’anima del paese con il recupero urbanistico del centro storico basato su esperienza ed esempi vincenti”. Ancora: “uno dei primi passi che farà la nuova amministrazione sarà quello di una attenta analisi del demanio comunale ai fini di una valorizzazione utile a migliorare il bilancio comunale. Punteremo a realizzare un modello di residenza per anziani diffusa secondo le esperienze migliori fatte in Italia”.
MpVerg
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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