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| Lagonegro: minacce alla candidata a sindaco Di Lascio |
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7/05/2011 |
| Minacce di morte a Maria Di Lascio, candidata sindaco per la lista civica “Per Lagonegro”. L’imprenditrice ha avuto una telefonata, forse da una cabina telefonica pubblica, da parte di uno sconosciuto che ha pronunciato più o meno queste parole: “Ti faremo fare la stessa fine di tuo padre”. Mimì Di Lascio, infatti, noto imprenditore della zona, fu ucciso la sera dell’11 gennaio 1989 nel suo mobilificio a Lago Sirino. Un messaggio, quindi, più che esplicito, quello rivolto alla candidata della lista numero 1 che deve averla turbata non poco. La voce dall’altro capo del telefono era maschile. Maria Di Lascio ha immediatamente sporto denuncia e ora il messaggio è al vaglio della Procura di Lagonegro. Il Procuratore Capo di lagonegro, Vittorio Russo, ha già avviato un’indagine. Il magistrato, infatti, ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti. Si sta lavorando per valutare l’attendibilità delle minacce e per capire da dove è partita la chiamata anonima. Secondo quanto si è appreso l’avvertimento risale ad alcuni giorni fa, per la precisione a lunedi scorso. Tutto è accaduto intorno alle 9.30. Il telefono cellulare dell’imprenditrice squilla, sul display compare la classica scritta di chi non vuole che si intercetti il numero dal quale si sta chiamando. Di Lascio risponde e dall’altro capo una voce maschile pronuncia la frase dal chiaro contenuto intimidatorio. Dopo quella telefonata non ce ne sarebbero state altre. Che il clima elettorale a Lagonegro fosse incandescente lo si sapeva ma che si potessero oltrepassare i limiti di un sano e civile confronto democratico, nessuno forse se lo sarebbe aspettato. Perché è chiaro che l’increscioso episodio viene collegato alle consulatzioni amministrative che si terranno il 15 e il 16 maggio prossimi, e che hanno visto la discesa in campo anche della Di Lascio. Qualcuno vuole spaventare candidati ed elettori di uno schieramento, oppure dietro si nascondono altre motivazioni?
Pino Perciante
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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