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Le levate all’alba di Madonne e fedeli

2/05/2011



Ieri è stato il giorno in cui molte delle Madonne lucane sono state spostate alle residenze estive. Le statue che per l’inverno sono rimaste nelle chiese dei luoghi abitati sono portate, in processione, nei santuari sulle cime e, in alcuni casi, nelle cappelle a valle degli abitati. Numerosi i devoti che per partecipare alle funzioni lasciano per un giorno le proprie case sin dall’alba. Non sia mai che la Madre si muova senza di loro. Molti sono partiti sin dalla sera precedente in modo da esserci non solo come accompagnatori bensì da portatori. Faranno parte, cioè, di quelli che per un tratto si strada, presteranno la propria spalla per sorreggere la caggia nella quale la statua della Vergine è custodita. Questa mattina c’è capitato di incrociare alcuni devoti in viaggio verso Viggiano. In un primo momento non li abbiamo considerati tali. Abbiamo pensato si trattasse di pescatori, data la loro sosta nei pressi del lago del Pertusillo, più precisamente al bivio di Montemurro. Erano all’interno della pensilina a riparo dalla leggera pioggia e seduti intorno ad un tavolo. Guardando meglio ci siamo accorti che sul tavolo non c’erano ami ed esche bensì del pane, un po’ di companatico e un fiasco di rosso. La frase l’avevamo pronunciata in fase di avvicinamento, "Siete dei pescatori?" «No! Stiamo andando dalla Madonna». "Da dove venite?" «Da Francavilla» risponde il più giovane dei tre, Luigi Di Nubila, mentre ci invita a sedere. Decliniamo l’invito spiegando che ci aspettano altrove, cioè a Gallicchio per la Madonna del Carmine. "Vorremo, se permettete, solo farvi una fotografia da pubblicare sul sito la siritide.it". «Certo perché no! Poi ce ne farete avere una copia?» "Non mancheremo!" Ecco! Sono cambiati i percorsi, non più i vecchi tratturi per raggiungere i luoghi del sacro, ma le strade asfaltate. Quel che rimane immutato sono i rituali e, soprattutto, la fede e la devozione Mariana. Come ben testimoniano i tre amici di Francavilla in viaggio verso il Santuario Regionale e in sosta per “a Fell” o “a vuccat” (piccola colazione di chi si leva all’alba) che dir si voglia.


Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it



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