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| Alcool e disagio giovanile: un convegno a Senise |
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28/04/2011 |
| Il disagio giovanile è causato dall’uso e abuso di alcool oppure è l’alcool che arriva come conseguenza del disagio giovanile? Probabilmente la migliore risposta a tale interrogativo è la prevenzione e l’analisi dettagliata e obiettiva dei dati riscontrati proprio sui più giovani. A questo mira un progetto che il Rotary Club Senise-Sinnia ha portato avanti assieme alla Fondazione Stella Maris Mediterranea Onlus e all’Azienda Sanitaria di Potenza. Lo ha fatto presentando un questionario proprio a loro, ai giovani, e rendendo noti i risultati in un convegno organizzato a Senise, al quale hanno partecipato medici, esperti del settore, associazioni e, appunto, i membri del Rotary. Alla compilazione del questionario hanno partecipato gli studenti dell’istituto superiore senisese “L. Sinisgalli” e quelli dell’Apof-il: 480 in totale; 370 i questionari distribuiti, con domande sulle abitudini quotidiane, sugli orari di rientro a casa durante il week end, sulla quantità di soldi a disposizione nelle loro tasche e così via. Dai dati è risultato che il 52,35% degli intervistati ha bevuto; ragazzi che in media hanno 15 anni. Sempre più spesso la percezione degli altri che bevono risulta esternalizzata, come se non li riguardasse. “Per questi e altri motivi- è stato più volte detto- incontri e progetti come quello portato avanti con il questionario, sono utili, soprattutto quando l’attualità della cronaca ci parla, anche in maniera drammatica, della piaga dell’alcool”. Presente al convegno, tra gli altri, anche il Dottor Francesco Piani, responsabile del centro di San Daniele del Friuli, che ha ispirato il centro di riabilitazione alcologica “Luigi Viola” di Chiaromonte.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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