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| La dislessia, dall’individuazione all’ intervento: un convegno a Villa d'Agri |
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28/04/2011 |
| Si è tenuto a Villa d’ Agri presso il cineteatro Eden un convegno regionale sulla dislessia patrocinato dal comune di Marsicovetere. Il convegno, che è stato fortemente voluto dall’ Assessore all’ Istruzione Rosa Mastrosimone, è stato accolto con particolare piacere, la platea era gremita di gente che ascoltava con grande interesse. Esso è stato aperto dall’intervento del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Villa d’ Agri che ha posto l’ accento sull’ importanza della scuola nel risolvere questa problematica molto diffusa. Sono molte infatti le persone affette da questo problema, i cui sintomi si possono costatare intorno ai sette anni (età scolastica). È opportuno precisare innanzitutto che cosa è la dislessia, perché sono facili i fraintendimenti, quando si parla di problemi così delicati .
La dislessia è una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici dell’ Apprendimento (DSA), e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. E’ importante specificare però che tali difficoltà non devono essere ricondotte a insufficienti capacità intellettive, come ha più volte sottolineato, tra gli altri, il Professore Giacomo Stella dell’Università di Modena e Reggio Emilia, questo problema non dipende dal poco studio, o da cause esterne o a causa di deficit sensoriali. E’ stato inoltre sottolineata l’importanza della scuola e degli insegnanti in tutto questo, la scuola per prima deve essere attenta e brava nel diagnosticare il problema, non deve essere frettolosa etichettando il dislessico semplicemente come una persona svogliata e che non studia ma considerandolo una persona con dei piccoli problemi che possono diventare grandi se non incontrano la giusta attenzione e comprensione. Per i bambini dislessici anche quella che potrebbe essere la più bella esperienza, come quella di andare a scuola, può diventare un incubo, una gabbia se non riescono ad ottenere gli stessi obiettivi negli stessi tempi degli altri coetanei.
Durante il convegno sono stati sottolineati i disagi che si può trovare a dover affrontare non solo il bambino dislessico ma l’ intera famiglia. Innanzitutto essere dislessico o avere un figlio dislessico non deve essere motivo di vergogna, i genitori non devono ignorare il problema o fare finta che vada tutto bene. La scuola e la famiglia, collaborando, possono aiutare molto il dislessico. Oggi sono stati fatti tanti passi in avanti ma la strada da fare è ancora molta. Il messaggio che è stato trasmesso è questo: la dislessia è una sfida che si può vincere, non è una condizione irreversibile. Questo è quanto si evince dalla commovente testimonianza di Antonella Amodio, docente e psicoterapeuta, che ha parlato certamente come esperta ma soprattutto come persona dislessica e madre di una bambina dislessica.
Essa è l’evidente testimonianza di come il problema possa essere efficacemente superato. Siamo purtroppo in una società in cui il diverso non è ancora una ricchezza. La Regione e la Provincia di Potenza hanno fatto e continuano a fare la loro parte; in effetti la Regione Basilicata vanta un’ importante legge sulla dislessia. Come affermato da Giovanni Robortella, la lettura è un’ attività fondamentale per l’ uomo è quasi un bisogno primario e dato che leggere è un complesso processo mentale, la dislessia ha svariate espressioni. Questa sindrome come è stato spiegato dal Professor Stella, sembra strettamente legata alla morfologia stessa del cervello. La dislessia dunque non è una malattia o un problema mentale. Secondo la definizione più recente, approvata dall'International Dyslexia Association (IDA), "la dislessia è una disabilità dell'apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura (ortografia), è possibile dedurre a questo punto le difficoltà che possono sorgere quando si confonde un “d” con una “b” e via dicendo. Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio, che è spesso inatteso in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di un'adeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica nella lettura che può impedire una crescita del vocabolario e della conoscenza generale".
Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento come disabilità, per cui non è possibile apprendere la lettura, la scrittura o il calcolo aritmetico nei normali tempi e con i normali metodi di insegnamento. Il bambino dislessico, inoltre, ha anche una percezione diversa dello spazio pur godendo di ottima vista. Il problema è certamente risolvibile ma se esso non viene identificato nei primi anni della scuola primaria, tramite la valutazione di un esperto nel campo dei disturbi dell'apprendimento, le conseguenze possono risultare di una certa gravità e i disagi per il bambino possono essere grandi. Se il bambino dislessico è sottoposto a un metodo d'apprendimento usuale, egli riuscirà solo con un grande dispendio di energia e concentrazione a ottenere risultati che per i suoi compagni e per il suo maestro sono quasi banali. Ed è proprio durante la scuola dell'infanzia che è possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l'abilità di lettura, in modo da poter intervenire precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti.
Tutto questo è stato tenuto in grande considerazione dall’ istituto comprensivo di Villa D’ Agri che ha voluto dare tanta importanza a questo problema. Anche se la diagnosi di dislessia può essere fatta solo in classe seconda o terza della scuola primaria, i segnali del disturbo possono essere colti molto prima (quando il bambino affronta l'apprendimento della lettura e della scrittura) ed è opportuno intervenire subito: questo è ciò che bisogna capire. I maschi tendono a esternare di più un problema rispetto alle femmine che cercano di celarlo. I problemi maggiori nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi. Bisogna capire che il dislessico non è stupido, non è semplicemente un pigro. Le ovvie conseguenze possono essere disastrose: perdita della propria autostima, depressione, ansia, problemi d’ identità e tanto altro ancora. Inoltre molto spesso sono portati a rigettare in toto il mondo della scuola, rinunciando in questo modo a molte possibilità che la loro capacità di memoria superiore alla media, invece, consentirebbe.
Maria Rosaria Rondinelli
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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