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Immigrati ospitati a Fardella dalla Protezione Civile

19/04/2011



Anche a Fardella, sono arrivati da pochi giorni dieci tunisini, l’ ultimo proprio ieri. Si tratta di dieci persone che hanno tutte il permesso di circolazione, partite dai loro paesi e approdate in Italia; sono stati accolti prima nel campo di Palazzo San Gervasio, e poi trasferiti presso la sede della Protezione Civile Gruppo Lucano di Fardella, dove hanno trovato grande accoglienza, un posto dove dormire, un pasto caldo cucinato dai volontari, che tengono conto anche delle loro abitudini alimentari e consuetudini religiose, un sostegno per quelli che sono i bisogni primari, ma soprattutto hanno incontrato un grande aiuto da parte del presidente della sede, Giuseppe Guarino e di tutti i volontari che con grande attenzione si prendono cura di loro. La gente in paese, inoltre, ha accolto queste persone con l’ ospitalità tipica che contraddistingue da sempre quest’ area della Basilicata, considerandoli non semplicemente come “gli stranieri” quelli “a cui fare attenzione”, ma come delle persone che attraversano un momento delicato. Questi ragazzi sono stati aiutati e messi in contatto con i loro parenti ed amici che li hanno preceduti nella delicata esperienza dell’ emigrazione. La loro è una sorta di migrazione “a catena”: parte un amico, un famigliare e gli altri lo seguono. La loro conoscenza del territorio è scarsa, i volontari gli hanno fatto conoscere meglio le varie regioni italiane per fare in modo che si potessero meglio orientare e organizzare. I ragazzi tunisini hanno riferito di aver scelto la Basilicata, perché è una regione ospitante e in effetti l’ ospitalità è stata tanta ma il lavoro un po’ meno. Proprio per questo sono in trepidante attesa di ricevere i soldi e il necessario dai loro parenti per poter affrontare un nuovo viaggio, questa volta un po’ meno faticoso, che li porterà prima nelle regioni del nord Italia e poi forse verso la così agognata Francia. In effetti, il loro desiderio è quello di poter arrivare in Francia, sono partiti con il mito dell’ Europa, dopo aver raccolto i soldi necessari per poter affrontare il viaggio, che viene descritto da loro come lungo e faticoso, soprattutto per uno di loro che riferisce di aver rischiato di morire; sono partiti, ma le loro sofferenze non sono finite, devono ancora spostarsi. Per il momento si tratta di dieci persone , ma probabilmente ne arriveranno altre.
Ma cosa cercano? Cosa sperano di ottenere?
Questa è la domanda che sorge quasi spontanea. Cercano semplicemente di poter vivere dignitosamente. Sono partiti con pochi soldi e con tante speranze, soprattutto quella di poter trovare un futuro migliore. Questa è certamente un’ occasione di grande arricchimento culturale, si ha modo di prendere contatto diretto con un problema oggi così importante e tanto discusso anche su scala nazionale ed europea, ci si rende conto che “lo straniero”, è una persona in difficoltà che va aiutata. Gli immigrati giunti a Fardella sono persone per bene, ma come loro stessi ci testimoniano, coloro che giungono da noi non sono tutti uguali. Loro stessi durante il viaggio dicono di aver dovuto stare attenti al compagno di viaggio che magari poteva rubare il cellulare o i pochi soldi che avevano in tasca.
L’importante, come si capisce parlando con loro, è che ogni generalizzazione sarebbe fuorviante. Queste storie oggi possono essere percepite come lontane, ma non sono forse poi così diverse da quelle dei nostri emigranti, che in passato hanno lasciato la loro casa, i loro affetti, la loro terra d’ origine per un futuro migliore o a volte, come nel nostro caso, semplicemente per poter sopravvivere.

Maria Rosaria Rondinelli
Lasiritide.it



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