|
| Emergenza alluvione Basilicata? Tremonti: "aumentate le tasse" |
|---|
19/04/2011 |
| «Ad oltre un mese e mezzo dal nubifragio del primo marzo scorso, nemmeno un euro è stato destinato dal governo al soccorso delle popolazioni lucane». Lo ha detto, in una dichiarazione l'assessore alle Infrastrutture della regione Basilicata, Rosa Gentile. «L'adozione, da parte del Governo, del decreto che indicava la Basilicata tra le zone danneggiate – ha aggiunto – è rimasta un mero adempimento formale. Un passo avanti per l’adozione dell’ordinanza del presidente del Consiglio era atteso dalla riunione convocata a Roma dal Dipartimento nazionale di protezione civile. Ma il tutto è stato troncato dall’arrivo del consigliere giuridico del ministro Tremonti, che ha imposto il rinvio di ogni ragionamento a quando le stesse regioni avranno provveduto ad aumentare al massimo le imposte di propria competenza. Da subito avevamo manifestato contrarietà a questa ipotesi per non gravare con nuovi tributi su chi già aveva subito un danno e perchè non risolve nulla essendo la Basilicata la regione a minor gettito fiscale. Le risorse recuperate sarebbero irrisorie». Il modo in cui l’emergenza è stata affrontata al Nord, dove le risorse sono arrivate dopo che i governatori avevano annunciato lo sciopero fiscale, segna una nuova linea di demarcazione col Sud anche in presenza di emergenze del tutto sovrapponibili.
«I cittadini del Metapontino - dice Gentile - avranno difficoltà a sentirsi una sola cosa con quelli del Veneto sui quali, lo scorso novembre, dopo l’acqua è piovuta una pioggia di milioni dal governo. E anche i cittadini della Val d’Agri non potranno riconoscersi in uno Stato che da una parte promette una card con qualche decina di euro di carburante in riconoscimento del petrolio dato al Paese e dall’altro chiede di pagare la benzina più che in ogni altra parte d’Italia con l’aumento al massimo delle accise».
la gazzetta del mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |