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| Un pò di Basilicata nella storica sentenza Thyssenkrupp |
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17/04/2011 |
| “Tutti colpevoli: per il rogo della Thyssen in cui morirono sette operai è stato inflitto ai sei dirigenti imputati il massimo della pena. Oltre 81 anni di carcere, e quasi sette milioni di euro di risarcimenti. L´accusa di omicidio volontario con dolo eventuale contestata per la prima volta in un infortunio sul lavoro ha retto alla severità della Corte d´Assise (...) Il presidente della Corte Maria Iannibelli scandisce le parole, nel silenzio generale”.(dirittiglobali.it).
C’è anche un po’ di Basilicata nella storica sentenza che, per la prima volta nella storia italiana, ha visto per la prima volta il dolo eventuale contestato in un incidente sul lavoro. Una sentenza che farà scuola e che contribuirà a non considerare più “bianche” le morti sul lavoro.
clicca qui per il video della sentenza
Il Presidente della Corte d’Assise d’Appello, Maria Iannibelli, ha, nel suo sangue, proprio la Basilicata, con precisione Episcopia. Siamo orgogliosi di apprendere questa notizia che arriva alla Siritide all’indomani della storica sentenza grazie alle preziose informazioni fornite da una sua stretta parente, Maria Pia Iannibelli, avvocato, che si dice “orgogliosa che sia stata proprio lei a presiedere la Corte per arrivare a questa storica sentenza, accolta dai parenti delle vittime, con un lungo applauso”.
Maria Iannibelli appartiene ad una famiglia di magistrati da almeno tre generazioni. Entrambi i nonni erano di Episcopia. Il nonno paterno, Ernesto Iannibelli, fu Procuratore del Re a Vibo Valentia e a Napoli; il padre, Ugo Iannibelli, fu eccellente Presidente di sezione e di Corte d’Assise D’Appello a Torino. La madre, Pia, era figlia di Paolo Iannibelli, medico di Episcopia fino agli anni del fascismo. La Dott.ssa Maria Iannibelli è nata a Torino, ma da ragazza e finchè è diventata magistrato, era solita tornare spesso ad Episcopia per le vacanze estive assieme ai genitori. Suo marito, Marco Buzano, è presiede una sezione civile e il più grande dei suoi due figli studia Giurisprudenza.
Entrò in magistratura nel 1979, all’età di soli 25 anni. Fu pretore penale ed appartenente allo stesso gruppo di lavoro di Raffaele Guariniello, l’accusa nel Processo Thyssenkrupp.
lasiritide.it
foto: life
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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