Celebrati i funerali di Nicola De Filippo, Padre del governatore della regione
15/04/2011
Sono stati celebrati ieri, nella chiesa madre di Sant’Arcangelo, i funerali del padre del presidente della regione Basilicata, Vito De Filippo. Nicola De Filippo, 75 anni, da due era affetto da una grave malattia. "Un periodo vissuto con la serenità che gli veniva dalla sua immensa fede", è stato ricordato durante la celebrazione della Santa Messa sia dal vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro, monsignor Francesco Nolè, che dal parroco don Cesare Lauria. La presenza del vescovo, del senatore a vita Emilio Colombo, le tante autorità civili e militari e i gonfaloni di comune e regione hanno ricordato che si trattava del funerale del genitore del presidente della regione. L’odore del velluto dei panni degli anziani, le trecce sorrette dai ferrettini e raccolte sulla nuca delle tante donne, la talare e il cappello nero di don Luigi Branco, hanno reso evidente che si trattava di un fratello della comunità tutta. Una chiesa stracolma ha accolto la salma e numerosi quelli che sin dalle prime ore del decesso, si sono recati presso l’abitazione per rendere omaggio a “zio Nicola”. Così era conosciuto in paese. E c’era tutto il paese. Dal sindaco, Domenico Esposito, ai volontari della protezione civile, passando per gli anziani e i più giovani. Ed erano lì per lui. Sì, anche per la famiglia. In particolare per il “famoso” figlio Vito ma, soprattutto, per rendere omaggio all’"Amico vero", per dirla con il titolo della poesia dedicatagli da Vincenzo D’Andrea e letta da don Cesare. Nicola De Filippo è stato vigile urbano a Sant’Arcangelo. Di quelli che hanno battuto le strade del paese e che hanno da sempre avuto contatto diretto con le persone. "Zio Nicola non è stato solo vostro"-ha detto il sindaco Esposito rivolgendosi alla famiglia, dalla quale ha raccolto l’invito a farsi portavoce per il saluto ai presenti.
Nel suo intervento il sindaco, ha ricordati "Il sorriso e il saluto sempre pronto. E di quella volta che scoperta la malattia, ed essendo vicina la Pasqua, zio Nicola disse che era una colombina ad avergliela portata" Un pensiero che evidentemente è stato poi fondamentale per la serenità con la quale l’ha affrontata. Ora che un’altra Pasqua è vicina, sarà ancora quella colomba a portare forza e serenità alla famiglia. Intanto la comunità lucana giunta da ogni dove, ha portato il suo pranzo della cunzulaziu.
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi di don Marcello Cozzi
Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua