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| Le Valli del Teatro: un weekend con Vetrano e Randisi in “Fantasmi” di Pira |
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14/04/2011 |
| E’ ispirata a due atti unici di Luigi Pirandello. Con Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Margherita Smedile la pièce teatrale “Fantasmi” sarà di scena, domani (venerdì 15 aprile) alle ore 21, al Teatro Anzani di Satriano di Lucania nell’ambito del circuito de “Le Valli del teatro”. Si replica sabato sera (16 aprile) al Teatro Pino di Moliterno e domenica sera (17 aprile) al Centro Sociale di Stigliano.
La pièce rappresenta il versante più letterario e borghese del lavoro drammaturgico di Vetrano e Randisi. Riflettori puntati però sull’opera di Luigi Pirandello in uno spettacolo pieno d'emozione. Una raffinata riscrittura in un mix di luci e ombre nel pieno rispetto filologico del mondo pirandelliano. E’ questo “Fantasmi” dei due attori-registi che propongono “L'uomo dal fiore in bocca” e “Sgombero” anche nel circuito de “Le Valli del teatro”.
Ai testi pirandelliani faranno da corollario alcuni estratti da Totò e Vicè di Franco Scaldati.
Ma ecco la trama. Un uomo al limite estremo della vita racconta le sue riflessioni a uno sconosciuto. Una donna al cospetto del padre morto lo accudisce e si prepara ad accompagnarlo al camposanto mentre è spiata dall'uomo che le ha tolto l'innocenza. Mettendo insieme questi due atti unici si ha la percezione del senso di grande vitalità e disprezzo del comune pensare che si respira in tutta l'opera dell'autore. Nella messa in scena, in un gioco di contaminazioni e sovrapposizioni, i due attori-registi intrecciano alle vicende narrate spunti paradossali e citazioni fulminee. Tanti passaggi surreali per dar vita poi una riflessione umoristica e struggente sull'attesa, il rifiuto e l'accettazione della fine, in cui il fiore in bocca diventa metafora della malattia di una intera società.
Partner della rassegna de “Le Valli del teatro” la Regione Basilicata e il PO Val d’Agri.
Mario Golia |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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