|
| Omicidio Claps «E' il dna di Restivo oltre ogni dubbio» |
|---|
13/04/2011 |
| E' di Danilo Restivo «al di là di ogni ragionevole dubbio» il Dna rilevato sulla maglia bianca che Elisa Claps indossava nel giorno in cui fu uccisa. È quanto sostiene la perizia del comandante Giampietro Lago del Ris di Parma e del maggiore Andrea Berti del Ris di Roma, di cui l’ANSA ha potuto prendere visione. La perizia è stata depositata lunedì pomeriggio alla Procura di Salerno.
«Il dato di compatibilità – si legge nella perizia - indica Danilo Restivo quale ulteriore contributore del materiale biologico rilevato, in mistura con materiale biologico di Elisa Claps, in particolare su 3 punti del maglione acquisito sulla scena criminis è da ritenere valida aldilà di ogni ragionevole dubbio».
Danilo Restivo è l’unico indagato dalla procura di Salerno per l’omicidio di Elisa Claps, il cui corpo è stato ritrovato nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza il 17 marzo 2010. Nella perizia di circa mille pagine, i due esperti danno esito delle analisi cui hanno sottoposto tutti gli oggetti consegnati dalla polizia inglese, appartenenti a Restivo, oggi agli arresti e sotto processo in Inghilterra con l’accusa di aver ucciso la sarta Heather Burnett, nel Dorset. Si tratta di un bicchiere, una tazza, uno spazzolino da denti bianco e celeste, un boxer, due sandali (destro e sinistro), due federe di cuscino bianche e una vestaglia color vinaccia, si legge nella perizia. C'è poi l’elenco dei reperti rinvenuti nel sottotetto della chiesa di Potenza: i periti hanno analizzato la maglia bianca, le formazioni pilifere, risultate però della vittima, una «porzione di femore»; prelievi sono stati effettuati sul reggiseno di Elisa, dalla coppa destra e da quella sinistra, dalle spalline che facevano parte del top che indossava la ragazza il giorno in cui fu uccisa. Il Ris ha analizzato anche i reperti consegnati dal perito Eva Sacchi, «frammenti di tegole portoghesi – si legge nella perizia - trovati a contatto e in prossimità del corpo».
Gazzetta del mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |