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| Val Sarmento: i Comuni si associano per ottimizzare i servizi |
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9/04/2011 |
| La prima, vera esperienza in Basilicata di associazione tra comuni per gestire, insieme, tutte le competenze conferite ai singoli enti, sta diventando una realtà nella Valle del Sarmento. Cinque Comuni (Cersosimo, Noepoli, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese e Terranova di Pollino), una densità demografica di nemmeno 5mila abitanti che, però, viene compensata da una forte identità e diversità culturale (basti pensare alla tradizione arbereche di 2 Comuni su 5).
Quello che, in prospettiva, sarà il futuro dei piccoli Comuni per scongiurare tagli drastici e “flussi di cassa” ingiustificati rispetto ai numeri, diventerà una realtà nella Valle del Sarmento dove, a fine aprile, la conferenza dei 5 sindaci interessati, coordinati dal commissario della Comunità Montana di riferimento, Sandro Berardone, si riuniranno per siglare ufficialmente l’atto costitutivo.
In particolare l’associazione si costituisce per lo svolgimento, in forma associata, di alcuni servizi individuati e già di competenza comunale. Tra questi: la Protezione Civile, la gestione del territorio, l’ufficio paghe, i servizi alla persona, l’accoglienza e la promozione turistica e così via.
Per le funzioni che, invece, hanno una competenza provinciale o regionale l’associazione si pone come soggetto unico di interlocuzione, una sorta di organo “facilitatore” per fare sintesi tra tutti i comuni interessati, anche e soprattutto nella prospettiva della concretizzazione delle “Aree programma” previste dalla Regione Basilicata (dovrebbero essere 7 in tutto il territorio regionale, corrispondenti alle aree individuate nell’ambito dei Pois).
“Rispetto a quella che è la volontà del Governo Regionale- spiega Berardone- la Val Sarmento tenta di mettere in piedi una prima esperienza positiva di associazione intercomunale. Il tutto per facilitare e implementare le funzioni dell’Area Programma e per rafforzare gli Enti locali creando una forma utile di gestione del territorio”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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