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Giornata formativa della caritas a Chiaromonte

5/04/2011



“Educare alla vita buona del vangelo per animare Parrocchie, Famiglie e territorio con la carità che educa nella verità”, questo il tema della giornata formativa dedicata dalla Caritas diocesana di Tursi Lagonegro, diretta da Luca Conte, agli operatori parrocchiali
Relatore della giornata Mons. Vittorio Nozza ,Direttore della Caritas Italiana, che ha tenuto una doppia lezione “educare alla vita buona del vangelo”, la prima “animare Parrocchie, Famiglie e territorio con la carità che educa nella verità”, la seconda.
L’educazione ha iniziato mons. Nozza, rappresenta una delle sfide più urgenti che impegna la comunità cristiana e civile: siamo chiamati a pensare insieme, puntando alla formazione di un’umanità nuova, sapendo che il futuro è legato alle scelte nel campo dell’educazione. Il direttore ha concluso la prima parte della relazione esponendo un itinerario pastorale in sei possibili percorsi educativi ossia la scelta pastorale delle relazioni, l’uso dei beni come dono, la costruzione di percorsi di incontro, ascolto, relazione, presa in carico e condivisione con i poveri, il ritorno alla partecipazione, l’interculturalità come scelta di nuove strade di condivisione della terra, la promozione di nuovi stili di vita come assunzione della questione morale. La Carità che educa? “quando parliamo di aiuto e di servizio da donare ai poveri è importante tenere presente, ha detto Nozza, che hanno diritto non solo al pane al companatico, al vestito, alla casa, al lavoro alla salute ma hanno diritto anche ad incontrare Cristo in tutta la sua pienezza”, quindi al pane della Parola, dell’Eucarestia e della Carità. Dopo il racconto dell’attività di tre Caritas, quella di Francavilla sul Sinni, Teana e Sant’Arcangelo centro, mons. Francesco Nolè, vescovo di Tursi Lagonegro, ha concluso, invitando i rappresentanti dei vari organismi parrocchiali, a ricordare agli altri che Carità vuol dire Amore e che tutti siamo chiamati ad amare, ha parlato della necessità di valorizzare le cose che si hanno e dell’importanza di sensibilizzare a un’accoglienza totale. Dopo la celebrazione della Messa, il vescovo ha consegnato ai responsabili delle caritas parrocchiali il “grembiule della carità” quel grembiule simbolo di una comunità cristiana che sa chinarsi umilmente sui piedi degli uomini senza tralasciare di analizzare in profondità le cause delle nuove povertà.

Antonietta Zaccara



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