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| Parco Appennino Lucano: parte progetto censimento anfibi |
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5/04/2011 |
| La scorsa settimana sono state avviate le attività di ricerca relative al censimento distributivo degli anfibi nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano - Val d’Agri - Lagonegrese. Il progetto, realizzato dal WWF e finanziato dal Parco, è finalizzato a conoscere lo status e la distribuzione delle varie specie di anfibi presenti, alla luce del crescente allarme che vede questa classe di vertebrati come quella a maggior rischio di estinzione a livello globale, cosa estremamente grave in quanto gli anfibi sono importanti indicatori ambientali che forniscono una informazione integrata sullo stato di salute di acqua, suolo e aria, passando parte della propria vita in acqua (come larve che respirano tramite branchie) ed una parte al suolo (come adulti che respirano attraverso cute e polmoni).
Il territorio del Parco si presenta ricco di habitat acquatici: numerosi fiumiciattoli solcano i rilievi del Parco, fontanili-abbeveratoio sono presenti un po’ ovunque, così come stagni e prati allagati. La ricchezza di ambienti acquatici fa sì che nel territorio del Parco siano presenti specie estremamente importanti dal punto di vista conservazionistico e protette dalle normative europee, quali la salamandrina dagli occhiali, il tritone crestato italiano e l’ululone appenninico. Quest’ultimo in particolare, dal 2008, è stato inserito dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) nella lista delle specie “Endangered”, cioè in serio pericolo di estinzione.
Le prime attività di censimento coordinate dal dott. Antonio Romano, erpetologo professionista e consulente della IUCN e del WWF Italia, supportato da esperti locali, ha portato in pochi giornate di lavoro ad individuare ben 109 siti di presenza di varie specie di anfibi quali Salamandrina, Rana Italica, Rana Dalmatina, Tritone Italiano, Rospo Comune e Ululone Appenninico.
“Siamo molto contenti di contribuire ad una delle prime attività di conservazione della biodiversità del Parco dell’Appennino Lucano”, ha dichiarato Vito Mazzilli, presidente del WWF di Basilicata. “Come WWF abbiamo sempre creduto nell’importanza della tutela dell’area della Val d’Agri e poter operare oggi sul campo con un progetto di ricerca scientifica che sta già dando buoni risultati, ci conforta del lavoro speso in tanti anni e ci dà nuovo entusiasmo nel perseverare nelle attività tese alla preservazione dei suoi ambienti naturali.”
Soddisfazione è stata espressa dal commissario del Parco, Domenico Totaro: “I primi dati mostrano come il territorio del Parco sia ancora sostanzialmente integro al punto da poter ospitare specie importantissime dal punto di vista conservazionistico, e confermano ancora una volta l’eccezionale valore naturalistico dell’area protetta; la presenza di personale locale impegnato nelle attività di ricerca dimostra anche che la tutela della biodiversità, obiettivo primario dell’esistenza del Parco, può creare anche occasioni di lavoro per i residenti nell’area”.
Le attività di censimento continueranno sino all’autunno prossimo e si concluderanno con la divulgazione dei dati acquisiti che potranno essere la base per ulteriori azioni di ricerca o di interventi concreti a tutela delle specie censite, dal momento che durante questa prima fase verranno anche individuate le maggiori criticità conservazionistiche delle singole specie nel territorio del Parco.
Il progetto è un primo passo per l’attuazione del protocollo di intesa sottoscritto dai Parchi Nazionali del Pollino, Appennino Lucano e Cilento Vallo di Diano (dove un analogo progetto è terminato nel 2009) con il WWF per la realizzazione di un piano di conservazione dell’area vasta formata dai territori dei tre Parchi.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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