Gina Labriola, poetessa e scrittrice nata a Chiaromonte, si è spenta ieri a Marsiglia dove ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita con i figli e i nipoti. Laureata in lettere classiche, ha trascorso undici anni in Iran, lavorando presso l’Istituto Italiano di Cultura di Teheran e, come lettrice, presso l’Università della capitale persiana. E’ vissuta poi in Spagna, a Barcellona, e ha insegnato Lingua e Letteratura italiana presso l’Università di Rennes, in Bretagna. Si è trasferita, infine, a Parigi. La sua attività letteraria ha spaziato dalla narrativa alla poesia, dalla saggistica alla pittura su seta (ha tenuto diverse mostre sia in Italia che all’estero). Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue. Tra le tante ricordiamo qui: Il diavolo nel presepe, Ed. Interlinea, 1999; Storie della Pignatta, Ed. Il Grappolo, Salerno 2001; Storie del Samovàr. Un romanzo al tempo dello Sciah Pahlavì: da Maometto a Khomeini, Ed. Il Capitello 2002; Sette Profili. Poeti contemporanei italiani, 1970, Editore Franklin, Teheran: Iran, quasi un amore Poesia persiana Edisud, 1990; Dal Sinni alla Senna. Saggio su Isabella Morra, Ed. Osanna, 1991; L’aube est toujours nouvelle, Ed. Maison de la Poésie, 1994.
Una scrittrice e una donna dall’esperienza internazionale, dunque, profondamente legata alle sue quattro “patrie” e tuttavia con saldi legami nella sua terra d’origine, la Lucania, che non mancava di raggiungere, quasi ogni anno. La più grande testimonianza di ciò è la profonda commozione di un territorio che ha sempre visto in lei un esempio di grande cultura, umiltà e un esempio da seguire.
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