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| Potenza, ecco i resti di acquedotto romano abbandonati in città |
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25/03/2011 |
| Attenzione, se davvero la città - come più volte sottolineato dal sindaco Santarsiero - deve puntare sulla cultura per attrarre turisti queste scene non devono esserci. In via Ciccotti, a Potenza, ci sono i resti di un antico Acquedotto romano, scoperti negli anni Ottanta nel corso di lavori stradali, completamente dimenticati e lasciati incustoditi. La denuncia è del consigliere comunale Michele Napoli che ricorda come all’epoca del ritrovamento «fu presa la decisione di lasciarli sul posto in cui erano stati rinvenuti proprio a testimonianza di un luogo in cui risultava evidente il passaggio dell’antica civiltà romana. Furono giustamente custoditi in una teca trasparente».
Oggi, invece, i resti dell’antico acquedotto sono lì, abbandonati, senza alcuna protezione. «La teca stessa, incustodita - sottolinea Napoli - è stata distrutta, e i reperti sono rimasti nell’abbandono più totale, trattati come anonimi massi da calpestare. Sarebbe stato sicuramente più giusto, da parte dell’amministrazione comunale di Potenza, avviare un dialogo con i Beni Culturali anche in occasione dell’apertura del Museo Nazionale, in modo da dare il giusto valore e perché no, il risalto dovuto a simili antichi reperti».
A questo punto Napoli va giù duro contro l’amministrazione comunale e, in particolare, il sindaco che ha sempre puntato molto sulla cultura per migliorare l’immagine del capoluogo lucano: «Santarsiero - dice - evidentemente ha dimenticato l’esistenza di questo pezzo di storia della nostra città, trascurando l’importanza di un ritrovamento che testimonia, ancor di più, le chiare origini romane di Potenza. È inaccettabile questa assenza istituzionale che manifesta il disinteresse verso le azioni di recupero di quei pochi «pezzi» di storia ancora visibili, capaci di testimoniate le antiche origini della nostra città.
Sarebbe opportuno - aggiunge Napoli - provvedere nell’immediato alla messa in sicurezza dei reperti per poi capire le ragioni per le quali sono stati dimenticati».
Una dimenticanza che fa il paio con la situazione riscontrabile a Poggio Tre Galli, alla villa romana, un’area archeologica che non viene valorizzata: «Ecco perché l’amministrazione - conclude Napoli - è recidiva rispetto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico della città».
di MASSIMO BRANCATI
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
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