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| Arrivano gli immigrati, ma i potentini non li vogliono |
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23/03/2011 |
| La città ha paura. Un mini sondaggio nel rione di Santa Maria fa emergere timori e dubbi tra i residenti, molti dei quali rispondono con un secco «no» all’arrivo di profughi nell’ex caserma militare. Il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, ricorda che l’ipotesi era già stata ventilata in passato durante un incontro con il prefetto: «L’utilizzo della caserma - sottolinea Santarsiero - impone la necessità di effettuare lavori di adeguamento finalizzati sia alla sicurezza degli impianti sia alla necessità di rendere gli ambienti compatibili e attrezzati per l’accoglienza di famiglie, bambini, anziani».
Nel vertice con il prefetto era emersa la necessità di coniugare la presenza dei profughi con adeguate forme di sostegno ed accoglienza anche alla luce della collocazione della caserma in un’area urbana dove sono presenti scuole e una delle chiese più frequentate dalla città. «Per l’utilizzo ipotizzato - conclude Santarsiero - è necessario risolvere tali questioni». Fin qui il Comune.
Tra i cittadini, in generale, si tende a parlare di problemi di ordine pubblico: «Quattrocento profughi non è uno scherzo - dice Donato Colangelo -. Inevitabilmente si creerà una situazione esplosiva che rischia di mandare all’aria la tranquillità non solo del quartiere, ma di tutto il capoluogo».
Anche Sara Zotta mette in guardia dai possibili riflessi negativi sul fronte dell’ordine pubblico: «Provo dispiacere guardando ciò che sta accadendo nel Nord Africa. Mi rendo conto che c’è tanta disperazione e che qualcuno dovrà pure accogliere questi profughi, ma farlo in una zona centrale della città è una forma di autolesionismo. I campi di accoglienza vanno realizzati fuori dalla cinta urbana». La stessa chiave di lettura è quella di Tiziana Bonomo: «Sarebbe la fine di rione Santa Maria. Tra i 400 profughi inevitabilmente si annideranno anche delinquenti. In negozio spesso sto da sola e avrei paura». Accoglie con una smorfia la notizia del possibile arrivo di profughi Rocco Giacummo, titolare del bar centrale di rione Santa Maria: «Non è proponibile, la Regione sta facendo una sciocchezza. Lo scriva: il presidente è proprio un incapace».
Al coro dei «no» si uniscono anche due studentesse universitarie, Francesca Petracca e Francesca Ciminelli: «Perché - chiedono - gli altri Paesi europei non si fanno carico di questa emergenza?». L’unica voce a favore è quella di Maria Antonietta Santangelo: «Da qualche parte dovranno pure andare. Sarebbe ingiusto assistere da spettatori a un dramma come quello dei Paesi Nord africani». Il consigliere comunale Giuseppe Molinari ha chiesto all’assessore Donato Pace se il Comune era a conoscenza del progetto di accoglienza. Nell’evidenziare che Pace ha risposto che non ne sapeva nulla, Molinari ritiene necessario trovare altre soluzioni logistiche: «La caserma è un punto di riferimento storico per la città. Destinarlo a centro di accoglienza significa decretarne la fine».
Massimo Brancati
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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