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Basilicata in ginocchio servono 240 milioni

16/03/2011



Un bollettino di guerra, un dramma che rischia di avere ripercussioni per molto tempo sulle aziende agricole, sulle imprese turistiche, sulle infrastrutture. In poche parole sulla quotidianità dei lucani. Una parte della Basilicata è in ginocchio. Ferita gravemente dall’alluvione dei giorni scorsi. E la gravità della situazione emerge in tutta la sua drammaticità dai numeri che evidenziano i danni subiti. Per fronteggiare la situazione servono, infatti, 240 milioni di euro. Una cifra sostanziosa che è utile da un lato, per fronteggiare l’emergenza nel mondo agricolo, dall’altra per porre rimedio ai danni alle infrastrutture. Per i danni al mondo agricolo servono, infatti, 31 milioni di euro, per le infrastrutture, invece, 112 milioni di euro per i danni al territorio e 97 milioni di euro per rimuovere i rischi. E al conto mancano ancora decine di milioni di euro.

A spiegarlo gli assessori alle infrastrutture, Rosa Gentile, all’agricoltura, Wilma Mazzocco, e alle attività produttive Erminio Restaino durante le relazioni tenute nel corso del Consiglio regionale straordinario convocato sulla questione, a cui ha partecipato una folta delegazione degli agricoltori lucani. In particolare, l’assessore Gentile ha spiegato che «il bollettino del meteo per i gironi dell’allu - vione riportava una “moderata criticità” in riferimento ai bacini dei quattro principali fiumi lucani, e quindi non induceva a ritenere particolarmente gravi gli effetti dei fenomeni previsti».

Detto questo, però, l’assessore ha sostenuto come l'Anas, abbia stimato «in dieci milioni di euro gli interventi urgenti per ripristinare la transitabilità di varie arterie, mentre per i casi di dissesto idrogeologico segnalati dai Comuni c’è un fabbisogno di 3,2 milioni per i centri potentini e di nove per quelli materani».

Per la sola città di Matera, e in particolare per scongiurare cedimenti nel rione Sassi, la stima dei danni, così come comunicato dall’amministrazione comunale, è «di 27 milioni di euro, oltre a 2,2 solo per gli interventi urgenti». A fronte dei danni subiti, poi, ci sono anche i numeri sulla messa in sicurezza delle persone e sulla loro assistenza. «Trentacinque sono le persone sgomberate dalle abitazioni dell’area del Metapontino - aggiunge Gentile - mentre altri nuclei familiari, circa 60, sono stati sgomberati con ordinanze del sindaco di Bernalda ed hanno trovato autonomamente altra sistemazione. Assicurato, poi, il servizio mensa ad altri 70 nuclei familiari».

Ma se ci sono i numeri e le cose fatte, è altrettanto vero che ci sono anche le cose da fare. A cominciare dalla necessità di procedere ad un intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria dei fiumi lucani» passando, poi, per la revisione di tutto il sistema delle concessioni dei terreni appartenenti al demanio fluviale, ricorrendo, dove necessario anche alla delocalizzazione». Dalle infrastrutture al mondo agricolo.
«L'alluvione ha prodotto oltre 31 milioni di euro di danni alle aziende agricole lucane - sottolinea l’assessore Mazzocco - ma si tratta di una stima provvisoria perchè gli accertamenti sono ancora in corso e i risultati dell’attività sono parziali e, in quanto tali, vanno interpretati come suscettibili di ulteriore aggiornamento. I comuni in cui si registrano i maggiori danni sono quelli di Matera, Montescaglioso, Bernalda, Scanzano Jonico, Policoro, Tursi, Montalbano, Rotondella, Grottole, Grassano, Nova Siri, Irsina, e San Mauro Forte ma non si escludono danni anche nella provincia di Potenza».

L’assessore, poi, ha illustrato i danni economici per le diverse coltivazioni: 5,7 milioni di euro per frutteti da reimpiantare, 160 mila euro per frutteti da pulire, 3 milioni e 600 mila euro sugli ortaggi, tre milioni per i cereali, 250 mila euro per l’uva e 120 mila euro danno per le fragole. «Servono poi oltre nove milioni di euro – ha aggiunto – per ripristinare i piazzali, 4,2 milioni per i capannoni danneggiati, 1,8 per ripristinare le case rurali, altri 800 mila euro per le serre, e un milione ancora per i capi bovini morti». Per quanto riguarda il settore industriale, l’assessore alle attività produttive, Erminio Restaino, ha evidenziato, invece, che «i danni sono enormi ma non quantificabili, poichè si tratta di danni di immagine alle strutture ricettive del Metapontino a un passo dalla stagione estiva, mentre gli impianti industriali non hanno subito danni rilevanti».

Nonostante questo l’assessore ha spiegato che tra le prime misure a sostegno del turismo c’è la proroga dei termini di scadenza del bando Piot, e la rateizzazione dell’acqua che le imprese utilizzeranno per la rimozione del fango dalle proprie attività e l’avvio di una campagna di rassicurazione sul fronte turistico».

Antonella Inciso
la gazzeta del mezzogiorno



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