|
| Omicidio Claps Perito: quella maglia ignorata da Pascali |
|---|
15/03/2011 |
| Una «diabolica» coincidenza di negligenze o i tasselli di un complotto? Tutto è cominciato con il mancato sequestro degli abiti sporchi di sangue di Danilo Restivo; si è proseguito lasciandosi deviare da depistaggi (tutt’altro che innocenti), fino al giallo del ritrovamento del cadavere, scoperto ufficialmente il 17 marzo dell’anno scorso, tra visioni di un «ucraino» nel sottotetto e ricostruzioni contraddittorie delle donne delle pulizie. L’ultima puntata del caso Claps: la scoperta dei Ris del Dna riconducibile a Restivo sulla maglia indossata da Elisa svela l’ennesimo «buco nero» dell’inchiesta. Perché il prof. Vincenzo Pascali, autore della prima perizia, ha ignorato la maglia tra i reperti da esaminare? Chiunque, anche chi non mastica «medicina legale», avrebbe preso in considerazione quell’indumento per cercare tracce biologiche. Il lavoro del genetista dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, lo ricordiamo, aveva riscontrato profili genetici isolati che non corrispondevano col Dna di Restivo, consegnando alla Procura di Salerno un dossier «impalpabile» ai fini delle indagini. La magistratura campana ha avuto il merito di non accontentarsi di quei risultati, sfiduciando, di fatto, Pascali e affidando ai Ris il compito di una nuova perizia.
Ma se oggi, con la scoperta del Dna riconducibile a Restivo, si è arrivati ad una svolta dell’inchiesta lo si deve soprattutto a Patrizia Stefanoni, dirigente della sezione di genetica forense del servizio di Polizia scientifica e consulente del pubblico ministero. È lei che ha evidenziato le carenze della perizia di Pascali.
Inevitabi - le una domanda: dottoressa Stefanoni, perché Pascali non ha esaminato la maglia di Elisa? «Francamente (tradisce unpo’ d’imbarazzo, ndr) non saprei. Lui era il perito e ha ritenuto di agire in un certo modo. Forse perché la maglietta era mal ridotta e, quindi, può darsi che abbia scelto di eliminarla dai reperti. Comunque questa domanda dovrebbe farla a Pascali».
Lei ha parlato di alcune «imprecisioni» della vecchia perizia. Quali? «Su alcuni reperti, tra cui la chiusura lampo, ritengo che difficilmente possa essere ripetuta una fase di campionamento che possa portare con successo all’isolamento del Dna. Nella perizia del professor Pascali non è stata data indicazione del preciso punto del reperto sottoposto a prelievo e del numero complessivo di campionature effettuate sui reperti».
Ma esattamente cosa hanno trovato i Ris sulla maglia di Elisa. Sangue, saliva o cos’altro? «Non posso risponderle perché la perizia è in fase di ultimazione e non è stata ancora depositata. Forse sarà consegnata all’inizio di aprile».
Con la scoperta del Dna di Restivo siamo di fronte alla cosiddetta «prova regina » per incastrare l’assassino? «È un grosso indizio a suo carico. Quanto meno dovrà dare delle spiegazioni».
Stefanoni dice che la perizia sarà depositata agli inizi di aprile. Ci sarà, dunque, uno slittamento rispetto ai tempi previsti (si parlava di questa settimana). Il ritardo della consegna sarebbe legato allo svolgimento, tuttora in corso, di indagini genetiche su capelli e formazioni pilifere, alcuni recuperati nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza, altri recuperati nelle mani della vittima dall’anatomopatologa Cristiana Cattaneo, durante un accertamento peritale. L'indagine sul Dna, lo ricordiamo, è stata affidata dal gip di Salerno Attilio Franco Orio al tenente colonnello Giampietro Lago, comandante del Ris di Parma e al maggiore Andrea Berti, comandante della sezione biologica del Ris di Roma.
di MASSIMO BRANCATI
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |