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| Una lucana a Tokio: "Qui c'è tanta paura" |
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12/03/2011 |
| «Qui a Tokyo abbiamo un unico problema: la paura. Per il resto in città è tutto normale e vediamo in tv le immagini della catastrofe»: Concetta Lomagro, originaria della Basilicata e da 30 anni in Giappone, parla al telefono e descrive la Capitale come la città in un sabato qualsiasi, senza ferite materiali, nonostante il devastante terremoto che l’ha colpita. «Le case sono tutte in piedi – dice – ma la gente è provata, e soprattutto, teme altre scosse. Oggi gli uffici sono chiusi, siamo incollati alla tv, increduli di fronte alla catastrofe provocata dallo tsunami e ascoltiamo gli inviti delle autorità. Il pericolo nucleare? Qui a Tokyo siamo abbastanza lontani dalle centrali e ci dicono che possiamo star tranquilli, anche perchè il vento soffia verso il Pacifico. Ma abbiamo paura, tantissima paura, per il ripetersi delle scosse, anche oggi la terra continua a tremare ogni cinque minuti».
Lomagro racconta poi i "terribili momenti" da lei vissuti quando c'è stato il terremoto. «Avevo concluso il mio turno di lavoro – dice – e stavo rientrano a casa in treno. Il convoglio si è improvvisamente fermato e pochi istanti dopo siamo stati investiti dall’onda sismica. Un’oscillazione pazzesca, un attimo di tregua, e poi di nuovo un’altra lunghissima e fortissima onda sismica, mentre dagli altoparlanti ci invitavano a restare al nostro posto. Quando il terremoto finalmente è finito, abbiamo atteso in treno circa 30 minuti, poi ci è stato detto che il convoglio non sarebbe ripartito perchè era necessario un controllo a vista di tutta la linea. Ho dovuto percorrere a piedi sette chilometri per arrivare a casa, ma per me non è stato un problema perchè sono una maratoneta. In città non ho visto scene di panico, nè segni del terremoto, tutto era in ordine, neppure un pezzo di cornicione era venuto giù».
Ma quando Concetta Lomagro è entrata in casa ha trovato «tutto a soqquadro: sul pavimento piatti e bicchieri rotti, i mobili spostati dal muro anche di 30 centimetri. E la forza del terremoto aveva provocato il distacco della spina del televisore dalla presa. Da quando sono in Giappone – dice ancora la donna italiana - ho avvertito decine di scosse, alcune molto forti, ma nessuna può essere paragonata a questo terremoto. Un sisma davvero terribile – ribadisce – che ha lasciato una grande angoscia per il ripetersi delle scosse».
Infine, Concetta Lomagro spende parole di apprezzamento per il personale dell’ambasciata italiana in Giappone. «Funzionari davvero eccellenti – dice -, mi hanno subito contattato e poi mi hanno richiamato, dicendo che avremmo potuto far riferimento a loro per qualsiasi nostra necessità. Davvero bravi, voglio ringraziarli».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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