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| A Potenza esperti per prevedere i terremoti |
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12/03/2011 |
| Ricercatori italiani, russi, tedeschi e turchi parteciperanno a Potenza, dal 14 al 16 marzo prossimo, al “Kick-off meeting” del progetto sullo studio dei terremoti denominato “Pre-earthquakes” e cofinanziato dall’Unione europea. In un comunicato è spiegato che “ai lavori prenderanno parte i ricercatori italiani, russi, tedeschi e turchi dei sei partner del consorzio di ricerca guidato dal Difa (Dipartimento di ingegneria e fisica dell’ambiente dell’Università della Basilicata) e autorevoli rappresentanti di centri di ricerca internazionali che hanno manifestato il loro interesse a partecipare in qualità di 'Associated Partners' al progetto”.
La tre giorni “è articolata in sessioni pubbliche e lavori di gruppo per consentire lo scambio di conoscenze, esperienze e testimonianze tra i ricercatori e soprattutto per lavorare insieme all’integrazione sistematica di misure di parametri chimici e fisici differenti, che consenta di migliorare le nostre attuali capacità di previsione, a breve termine, dei forti terremoti. Questo è anche l’obiettivo scientifico che il progetto 'Pre-earthquakes' intende raggiungere nei prossimi anni allargando il più possibile la collaborazione con gli altri centri di ricerca internazionali al fine di spingere la conoscenza delle fasi preparatorie dei terremoti oltre le sue attuali frontiere”.
Il coordinatore del progetto è Valerio Tramutoli, ricercatore e docente di Tele-rilevamento ambientale presso l'Università della Basilicata: “Il Progetto (il primo di questo tipo finanziato dalla Comunità Europea) – ha spiegato - si avvarrà di osservazioni di parametri superficiali e atmosferici operate da 18 diversi sistemi satellitari e decine di stazioni di misura a terra che verranno analizzate per identificare possibili anomalie pre-sismiche. Tra le aree test scelte oltre alla penisola di Sakhalin nella Russia più orientale e la Turchia (ove opereranno oltre 80 stazioni per la misura del Radon), ci sarà naturalmente l’Italia ed in particolare la Basilicata (dove verrà intensificata l’attività di monitoraggio al suolo da tempo avviata dall’Imaa-Cnr di Tito)”. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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