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| Maltempo: tanti i disagi anche a Gallicchio |
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5/03/2011 |
| Anche la Val D’agri paga il suo conto al maltempo. Non si riscontrano le triste situazioni del metapontino ma, tanti sono i disagi attuali e, soprattutto, i timori in vista delle annunciate precipitazioni che dovrebbero investire la Basilicata tutta nelle prossime ore. Diversi i punti in cui il terreno ha invaso parte della carreggiata della statale 598, già chiusa in entrambe le direzioni sin dal 19 febbraio. Non solo a valle però, l’acqua ha fatto danni, bensì anche sulle colline. E’ il caso di Gallicchio dove, frane e smottamenti hanno fatto danni sulla viabilità rurale, in località Cervone e Santa Lucia. Nel primo caso, sono rimaste isolate alcune famiglie e aziende agricole, mentre nel secondo, a rimanere bloccati, sono stati gli inquilini e il personale della Comunità “Il Volo”. In entrambi i casi, fanno sapere dall’ufficio tecnico, si è provveduto a liberare la strada con l’intervento dei dipendenti comunali e con il ricorso alle imprese private. Rimane alta l’attenzione sul tratto finale della strada Cervone che porta alla Saurina. In particolare nel punto di confluenza dei torrenti Cardillo e Sant’Eramo dove, a causa del dissesto idraulico provocato dai detriti, si teme possa saltare un ponticello, che impedirebbe, tra l’altro, il collegamento con la strada rurale Sant’Eramo, in direzione Armento. A tal proposito, dopo aver compiuto un sopralluogo con gli agenti del Comando Forestale di Spinoso, si è proceduto alla segnalazione ai dipartimenti regionali: Ambiente e Territorio, Infrastrutture e Mobilità, Autorità di Bacino, nonché all’Ufficio di Protezione Civile, presso la prefettura di Potenza. C’è poi la frana che ha interessato il centro storico nei pressi della Cappella del Carmine, cara ai gallicchiesi e che, dopo oltre 40 anni di abbandono, da poco più di un lustro è stata riaperta al culto. Nella piccola chiesetta è presente un dipinto a olio del 1613, del pittore D’Ambrosio di Saponara. Vi si custodisce poi, da maggio a settembre, la settecentesca statua lignea della Patrona. La Madonna del Carmine, appunto. «Stiamo monitorando la situazione» ci dice ancora il responsabile dell’ufficio tecnico, Rocco Balzano. «Lì si sta realizzando il completamento del percorso storico naturalistico. Pertanto si è chiesto alla ditta esecutrice di procedere prioritariamente alla rete di smaltimento delle acque piovane». Non meno importante, seppur per altri motivi, quanto si trova invece di sotto alla frana, il depuratore. Questo sarebbe totalmente compromesso qualora dovessero cedere i gabbioni soprastanti.
Paolo Sinisgalli |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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