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"Cattiva gestione dei soldi pubblici. La corruzione cresce in Basilicata"

26/02/2011



La condanna di due dirigenti scolastici e di alcuni docenti per «l’illecita gestione» dei fondi europei. Quella degli amministratori e di un funzionario del Comune di Melfi per aver affidato all’esterno il servizio di accertamento dei tributi destinando contemporaneamente a questo scopo compensi incentivanti al personale interno. Quella dei vertici dell’Università della Basilicata che hanno consentito l’erogazione di miglioramenti economici a personale dipendente a seguito di progressioni orizzontali illegittime. Quelle del sindaco pro tempore di Ferrandina per la «dannosa inerzia» nel perfezionamento di una procedura d’esproprio.

Sono solo alcuni dei risultati ottenuti dalla Procura regionale della Corte dei conti ed elencati ieri mattina dal procuratore capo Michele Oricchio nel corso della cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario contabile. «Le finanze lucane - ha detto Oricchio - sono complessivamente in un discreto stato», ma bisogna segnalare che «il livello di corruzione in Basilicata è in linea con i dati medi in Italia» dove, secondo il procuratore regionale della Corte dei Conti, si registra un aumento del 30 per cento rispetto all’anno precedente.

«C’è una cattiva gestione del denaro pubblico - secondo il procuratore regionale - dovuta in parte a fenomeni di negligenza degli amministratori e in parte a episodi corruttivi». Le indagini della Corte, nel 2010, «sono state ad ampio spettro » ha spiegato Oricchio, e molti procedimenti aperti «più precisamente 73, il cinque per cento circa del totale», hanno riguardato l’Ater di Matera, «tra nomine, pagamenti, retribuzioni e utilizzo di carte di credito».

I giudici, nel corso dell’anno, hanno controllato «progressioni di carriera negli enti pubblici, utilizzo del lavoro interinale negli uffici della Regione, il ricorso alle consulenze esterne e soprattutto - ha concluso il magistrato contabile - la mancata custodia di opere pubbliche e cantieri».

Tra gli esempi di «cattiva gestione » ricordati dal procuratore regionale, ci sono «i costi elevatissimi della pista Mattei di Pisticci, che difficilmente entrerà in funzione», e l’utilizzo dei proventi del petrolio in molti Comuni. Una bacchettata il procuratore Oricchio l’ha riservata alle «numerose» comunità montane, l’Ato, l’Ardsu, l’Arpab, l’Ater, l’Alsia, l’Arbea, e tantissimi altri enti.

«Buon ultimo », sostiene il procuratore regionale, la Film commission, «sui cui costi di funzionamento - secondo Oricchio - è stata già richiamata l’attenzione di questa Procura». Il Procuratore regionale ha anche ricordato che il ministero delle Politiche agricole «ha revocato all’Arbea il riconoscimento quale organismo pagatore dei fondi comunitari».

E ha concluso: «In tutti gli organismi le modalità di assunzione dei dipendenti e di determinazioni degli stipendi degli amministratori costituiscono spesso delle aree franche su cui la Procura sta cercando di far luce». Poi si è rivolto al presidente della corte Vincenzo Pergola e gli ha chiesto di dichiarare aperto il nuovo anno giudiziario contabile.

Fabio Amendolara
la gazzetta del mezzogiorno



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