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Copam, presentata la Conferenza su Petrolio e Ambiente

25/02/2011



Chiedere di più al petrolio. In termini di sviluppo, occupazione e rispetto ambientale. Facendo anche chiarezza sull’impatto che le estrazioni petrolifere hanno sulla salute dei cittadini e sull’economia del territorio. Sarà questo il tema portante della prima conferenza su "Petrolio e Ambiente" (Copam 2011), presentata questa mattina alla stampa, che si svolgerà a Matera il 3 e il 4 marzo.
Il dibattito oltrepasserà i confini regionali con esponenti internazionali chiamati a portare il loro contributo di esperienza e di nuova tecnologia. Perché dal petrolio scaturisca un reale sviluppo sostenibile e di crescita per le comunità interessate.
Alla conferenza parteciperanno esperti e tecnici provenienti dalle principali organizzazioni internazionali quali l’Osm, l’Organizzazione per il programma ambiente delle Nazioni unite, Organizzazione per il programma di riduzione delle calamità delle Nazioni unite, Conferenza delle Nazioni unite sul commercio e lo sviluppo, Commissione europea ambiente, Banca europea per gli Investimenti. Saranno presenti anche rappresentanti delle più prestigiose Università italiane e dei più influenti Istituti di ricerca.
Diverse le sessioni di lavoro. Ad aprire la conferenza la sessione dal tema “Petrolio, economia e società” che, partendo dalla Basilicata per arrivare all’Italia, si occuperà del binomio imprescindibile petrolio-ambiente e approfondirà i legami tra le fonti energetiche e il federalismo, la tutela dell’ambiente e il nuovo capitale umano che sarà necessario per le sfide energetiche. A tal proposito saranno presentati gli story cases dell’industria petrolifera messicana e la Assoil school dell’upstream in Val d’Agri.
Il tema sarà nuovamente approfondito nella mattinata del 4 marzo con una sezione dedicata agli aspetti industriali e tecnologici dell’industria estrattiva e una alla partecipazione pubblica e ai procedimenti autorizzativi del sistema Petrolio.
Gli aspetti ambientali e sanitari che si legano alla presenza sul territorio delle estrazioni del greggio, invece, saranno discussi a Viggiano, nel corso dell’ultima giornata di discussione.

L’intesa tra Regione Basilicata e Stato – La scheda


Sottoscritto il 7 ottobre 1998, il protocollo d’intesa tra Regione e Presidenza del Consiglio è il primo atto di un negoziato finalizzato al riconoscimento del principio di “compensazione ambientale” nelle aree della Basilicata interessate alla ricerca e all’estrazione di idrocarburi liquidi, attività ritenute di “interesse strategico nazionale in campo energetico”.
Il protocollo ha impegnato il governo a realizzare sul territorio lucano interventi infrastrutturali, aggiuntivi e complementari a quelli che sarebbero stati poi inseriti in una successiva Intesa istituzionale di Programma, all’epoca in via di predisposizione.
Queste le opere da realizzare in base al protocollo del 7 ottobre 1998:
• Completamento sesto lotto della variante Tito-Brienza
• “Fondo Valle Sauro”, costruzione del tronco Corleto Perticara – sp. Camastra
• Aviosuperficie di Grumento, completamento della struttura anche per lo svolgimento di compiti di protezione civile in funzione antincendio rispetto ai Parchi nazionali del Pollino, del Cilento e della Val d’Agri-Lagonegrese.
In seguito, gli interventi sulle strade sono state inseriti nell’Accordo di programma quadro “Viabilità”, sottoscritto il 19 gennaio 2000 tra i ministeri del Tesoro e dei Trasporti, l’Anas (ente a cui è stata affidata la competenza) e Regione Basilicata, mentre i lavori sull’Aviosuperficie sono stati ricompresi nell’Accordo di programma Quadro sui Trasporti firmato nella stessa data.
Ad oggi gli interventi inerenti la S.S. 95 di “ Brienza” e l’Aviosuperficie di Grumento Nova, sono privi di copertura finanziaria, mentre quello relativo alla “ Fondo Valle Sauro” ha una copertura di 181Meuro a fronte dei 400 Meuro stimati per la realizzazione dell’opera.

L’intesa tra Regione Basilicata ed Eni – La scheda


La Regione Basilicata nel 1998 ha attivato con le compagnie petrolifere che agiscono in Val d’Agri, rappresentate dall’Eni, un negoziato finalizzato al riconoscimento del principio di compensazione ambientale, in seguito recepito anche dalla norma nazionale. In aggiunta alle risorse rivenienti dalle royalties (che adesso sono pari al 7 per cento del valore commerciale del greggio estratto), il 18 novembre 1998 è stato stipulato un protocollo d’intenti Regione-Eni, che ha previsto misure multisettoriali di compensazione a tutela ambientale. Al protocollo sono seguiti specifici Accordi Attuativi. In particolare, questi i punti che l’intesa prevedeva a carico dell’Eni: - La realizzazione di interventi di compensazione ambientale per un importo di 11 miliardi di lire all’anno per 10 anni. - Il sostegno a programmi regionali per lo sviluppo sostenibile mediante la realizzazione di progetti con 4 miliardi di lire per 10 anni per un totale di 40 miliardi. - L’implementazione di un sistema di monitoraggio ambientale per un costo di 10 mld di lire e la sua gestione a cura della Regione Basilicata per un ammontare di spesa di 6 miliardi di lire l’anno per 15 anni. - Il contributo per i 2/3 e fino ad un massimo di 50 miliardi di lire alle spese sostenute dalla Regione per il programma regionale “Completamento delle reti di distribuzione del gas metano”. - L’attivazione dell’Osservatorio Ambientale con costi di gestione a carico Eni per 15 anni. - L’eventuale anticipazione delle erogazioni a titolo di royalties dovute per le quote di produzione eccedenti i 40mila barili al giorno e sino alla concorrenza di 200 mld di lire. - La partecipazione alla costituzione di una società energetica regionale avente come finalità sociale principale la produzione di energia elettrica a basso costo fruibile per le attività produttive e le utenze del territorio circostante le aree di estrazione. - La partecipazione al capitale, prevalentemente pubblico, di una Società Regionale di Sviluppo o in alternativa alla realizzazione di azioni di sviluppo locale con un contributo di 10 miliardi di lire. - L’istituzione di una sede decentrata della Fondazione Enrico Mattei finalizzata alla realizzazione di un centro di eccellenza nei campi dell’economia, dell’ambiente, dell’energia e delle nuove tecnologie. - L’impegno a contribuire a contribuire, per un importo massimo di 500milioni di lire all’anno per 20 anni, alle spese per l’attivazione di borse di studio, di dottorato e post dottorato e di corsi di specializzazione sui temi dell’ambiente, energia, management delle risorse, innovazione scientifica e tecnologica.

Lo stato di attuazione delle intese


Al protocollo d’intenti Regione-Eni nel 1998 si è dato seguito con accordi attuativi. Ad oggi, lo stato di attuazione dell’intesa è il seguente:
- Compensazione ambientale – Sviluppo sostenibile – Sistema di monitoraggio ambientala: sono stati realizzati 10 progetti, per ciascuna annualità dal 1999 al 2008, così come previsto dal protocollo d’intesa. La Regione Basilicata, al fine di garantire la prosecuzione delle attività di compensazione ambientale anche per l’annualità 2009-2010 ha utilizzato le risorse a valere sui programmi di sviluppo sostenibile e gestione del sistema di monitoraggio ambientale attraverso la sottoscrizione di appositi addendum.
- Completamento delle reti di distribuzione del gas metano: con un primo acconto di 2 miliardi di vecchie lire sono stati avviati i lavori per la rete di metanizzazione in otto comuni della Val d’Agri; a questi si sono aggiunti 7 milioni di euro erogati dall’Eni, che con i fondi regionali e le agevolazioni della legge Bersani hanno permesso il completamento della rete.
Grazie a un secondo emendamento all’Accordo attuativo, sottoscritto nel 2006, l’Eni ha erogato circa 18 milioni di euro, che hanno permesso alla Regione di assegnare risorse ai comuni di Anzi, Laurenzana e Calvello per la costruzione degli adduttori di collegamento e degli impianti comunali di distribuzione del gas metano.
Con la rimanente somma sono stati finanziati la metanizzazione degli agglomerati industriali di “Jesce” e “La Martella” di Matera, il completamento della rete interna di distribuzione del gas metano del Comune di Sant’Arcangelo, la costruzione della rete di distribuzione del gas metano del Comune di Roccanova, il riscatto e la conversione a gas metano della rete di distribuzione a GPL del Comune di Calciano. Grazie ad economie di spesa sull’appalto dei lavori di “Jesce” e “La Martella” quasi un milione di euro è stato riassegnato a vari comuni per estendere le reti di distribuzione del gas metano.
- Osservatorio ambientale: sarà inaugurato il 3 marzo a Marsiconuovo.
- Fondazione Mattei: è stata istituita una sede che opera a Viggiano dal 2008, in cui lavorano mediamente dai 15 ai 20 ricercatori che svolgono attività di

studio, ricerca e formazione nei settori del sociale, energia, sviluppo economico e turismo sostenibile.
- Borse di studio: la Regione Basilicata nel 2003 ha stipulato con l’Università degli studi della Basilicata una Convenzione, impegnandosi a corrispondere per sei anni la somma di 258mila euro per ogni ciclo formativo attivato. Ad oggi risultano conclusi 4 cicli ed è in corso l’ultimo.
- Anticipazione delle royalties: l’Accordo è stato ritenuto superato in quanto non più conveniente rispetto ad altre forme di anticipazione.
- Partecipazione a una società energetica regionale: le mutate condizioni del mercato energetico, liberalizzazione, decreto Letta e Bersani, legge Marzano, hanno indotto la Regione Basilicata ad istituire la Società energetica locale, società a totale partecipazione regionale.
- Partecipazione a una società regionale di sviluppo: anche in questo caso la Regione Basilicata non ha dato corso a tale progetto per evitare duplicazioni e la sovrapposizione alle attività di Sviluppo Basilicata.

Le estrazioni di petrolio in Basilicata

In Basilicata si registrano due gruppi di concessioni estrattive: l’Eni- Agip, con il Progetto Trend 1 in Val d’Agri, e un secondo gruppo intestato a Total con il Progetto Tempa Rossa.
Il giacimento Val d’Agri, scoperto nel 1987 e avviato alla produzione nel 1993, si estende su un campo pari a 300 kmq, ad un’altezza media compresa tra 600-1300 metri slm, ad una profondità media di 2400 metri slm ed è strutturato in tre aree: “Cerro Falcone”, “Monte Enoc” e “Monte Alpi”.
Per quanto concerne il secondo gruppo, il progetto “Tempa Rossa”, inizialmente articolato in tre concessioni distinte, oggi viene identificato come concessione “Gorgoglione”, ancora non in produzione.
L’estrazione maggiore del greggio si concentra in Val D’agri con la titolarità di maggioranza dell’Eni con il 60,77 per cento e di minoranza della Shell con il 39,23 per cento. La produzione giornaliera, misurata il 24 febbraio 2011, è pari a 80.933 barili, e un ammontare di 4.350.854 di barili estratti da gennaio 2011 ad oggi.
Mentre per l’estrazione sul territorio di Serra Pizzuta in località Pisticci, di completa titolarità dell’Eni, ci si attesta su una produzione di 253 barili al giorno, misurati il 24 febbraio 2011, e di 13.828 barili estratti da gennaio 2011.
Al 31 dicembre 2010, sono 20 le istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari, di cui 18 permessi di ricerca e 2 concessioni di stoccaggio.

Il giacimento Tempa Rossa


Titolare della concessione è una joint venture fra Total, Shell ed Exxon Mobil. Scoperto nel 1989, il giacimento di Tempa Rossa si estende nell'alta valle del Sauro, interessando principalmente il comune di Corleto Perticara, nel cui territorio sono stati perforati già 5 pozzi. Un sesto pozzo, di cui i lavori di perforazione sono in corso, si trova nel Comune di Gorgoglione, mentre, secondo il progetto, un centro di stoccaggio GPL sarà realizzato nel Comune di Guardia Perticara.
A regime, stando alle previsioni Total, l'impianto dovrebbe avere una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 250.000 metri cubi di gas naturale, 267 tonnellate di GPL e 60 tonnellate di zolfo. Il protocollo d’intesa con le compagnie petrolifere è stato sottoscritto nel 2006. Total prevede di entrare in produzione entro il 2015.

Basilicatanet.it



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