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| Sviluppo Basilicata "regole, non burocrazia per le pmi". La risposta di Bellusci |
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24/02/2011 |
| «Burocrazia? No, rispetto delle regole». Così Raffaele Ricciuti, amministratore unico di Sviluppo Basilicata - la società controllata dalla Regione, suo unico azionista - smonta la polemica sulla denuncia dell'imprenditore senisese, Rocco Bellusci, escluso dal bando per l'innovazione delle piccole e medie imprese per aver presentato un documento in fotocopia e non in originale (la Gazzetta si è occupata del caso lo scorso 14 gennaio). Neh" evidenziare che il 50 per cento delle 304 domande presentate era completo in ogni sua parte, rispettando in pieno i dettami dell'avviso pubblico, Ricciuti taglia corto: «Se l'imprenditore ha individuato irregolarità perché non si è rivolto alla magistratura? Abbiamo operato con linearità e in perfetta sintonia con quanto disposto dal bando». La vicenda Bellusci diventa lo spunto per illustrare i dettagli dell'avviso pubblico: fino a oggi sono state 102 le aziende lucane ammesse alle agevolazioni. Il direttore operativo della società per azioni, Marco Ponzio, spiega che la Regione ha previsto un fondo complessivo di 50 milioni di euro: su 304 domande, il 50 per cento, come dicevamo, è stato correttamente compilato e 93 hanno ricevuto la comunicazione di rigetto. «Ma - aggiunge Ricciuti - Sviluppo Basilicata è in attesa di controdeduzioni che potrebbero superare il rigetto o determinarne l'esclusione definitiva». Otto imprese su dieci hanno chiesto un sostegno per l'acquisto di macchinari o tecnologie per l'innovazione e il miglioramento della produzione, in particolare nel comparto manifatturiero e nell'edilizia. Sono risultati «parziali» del bando che, pur tra difficoltà operative, segue un percorso informatico fortemente voluto dalla Regione. Ricciuti concorda: «Il sistema web di presentazione delle domande è la giusta strada da percorrere. Riteniamo di andare avanti così nonostante qualche problema incontrato dal punto di vista tecnico. Chi abita a Castelluccio inquesto modo non è costretto a venire a Potenza per consegnare la domanda. Il sistema informatico, insomma, ci avvicina di più ai cittadini». Ma la novità più importante del bando riguarda la «copertura» del finanziamento. Le domande approvate, infatti, sono tutte assistite da un apporto finanziario del sistema bancario: «Per ogni iniziativa ammessa - precisa Ricciuti - rispetto a un contributo a fondo perduto variabile tra il 40 e il 50 per cento, il sistema creditizio ha assicurato un apporto aggiuntivo di risorse finanziarie che risulta molto superiore al 30 per cento dell'investimento previsto. Non è poco - conclude - in una regione in cui si lamenta la forte difficoltà di accesso al credito».
Massimo Brancati
la gazzetta del mezzogiorno
LA RISPOSTA DELL'IMPRENDITORE PROTAGONISTA DEL CASO DELLA FOTOCOPIA
Quello della fotocopia complice dell’esclusione di un progetto imprenditoriale da un bando è diventato un caso nazionale, almeno da quando è approdato sul Venerdi di Repubblica. Paolo Casicci ha dedicato la sua rubrica "Diritti e rovesci" alla vicenda di Rocco Bellusci, e dei “due posti di lavoro e l'espansione della piccola azienda di famiglia andati in fumo, perchè dei 167 documenti presentati alla società pubblica Sviluppo Basilicata per accedere al finanziamento, uno era una fotocopia". E dopo la conferenza stampa che proprio Sviluppo Basilicata ha tenuto a Potenza e in cui è stato fatto riferimento alla vicenda senisese, interpelliamo nuovamente l’imprenditore coinvolto. “Innanzitutto- spiega Bellusci- io non ho mai detto che il bando fosse irregolare. Cavilloso, forse, ma non irregolare, tanto che ho partecipato spendendo soldi, tempo ed energie. Per questo non avevo ragione di fare ricorso per le modalità adottate. Certo è che la puntigliosità richiesta alle aziende non è stata rispettata da chi, invece, ha ampliato di mesi i termini nei quali avrebbe dovuto rispondere”. “Quello che appare oggettivo- continua- è che si parla tanto di un’economia che va sostenuta, accompagnata per far crescere i territori e poi per colpa di una fotocopia di un atto pubblico che per sua natura non è modificabile, sottoscritto con un ente regionale, vengono mandati in fumo un progetto di 1 milione di euro e due posti di lavoro. Questo è un fallimento ma non per me, perchè l’investimento lo farò con le sole mie forze, ma per chi dovrebbe lavorare per programmare azioni di sviluppo del territorio, sburocratizzando le pratiche e rendendo trasparenti i rapporti con le istituzioni. Parole. Ci troviamo in un percorso ad ostacoli dove, forse, l’unica soluzione è avere appoggi politici, cosa che io non ho e non ho cercato”. “Non andrò per vie legali e non farò alcun ricorso- conclude- perché sono talmente stanco e rammaricato per quanto accaduto, che mi ritengo anche fortunato per aver avuto una risposta negativa adesso e non a progetto avviato. L’insuccesso non è certo il mio”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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