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| Visioni Urbane,al via fase che porterà a gestione dei Centri |
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5/02/2011 |
| Dare strumenti alla creatività dei lucani, strumenti tanto intesi come strutture in cui fare produzione artistica e aggregazione, ma anche come know-how e training per portare la creatività oltre i confini del tempo libero e fino a quelli del lavoro e dello sviluppo.
Ha seguito questo filo conduttore il programma Visioni Urbane che oggi giunge a uno snodo importante: con l’ultimazione dei cinque contenitori destinati a questa attività (a Matera, Tito, Rionero, San Paolo Albanese e Marconia di Pisticci) prende il via la fase che porterà ad assegnare la gestione degli stessi centri ai privati, esaltandone la progettualità e l’autonomia.
L’intera operazione, dalla ideazione e per tutte le fasi dell’evoluzione sotto la guida di Regione Basilicata e Ministero dello Sviluppo economico, si è caratterizzato proprio per la dominanza delle idee sulla materia, della progettualità dei singoli sulle infrastrutture, che pure sono state messe in campo.
In questo percorso, che ha visto il recupero di cinque immobili in degrado o inutilizzati, Visioni Urbane ha cercato i creativi della Basilicata, li ha messi in rete creando una “community” caratterizzata da un forte senso di identità e da valori condivisi. Ha aperto le porte della Basilicata creativa al mondo, incentivando workshop, seminari e incontri con i massimi esperti nazionali e internazionali. Persino l’individuazione dei siti è nata dall’interazione e dal confronto su un piano di parità tra amministratori locali e utenti, sempre però circoscritta a edifici su cui erano già stati investiti fondi pubblici ma che non sono mai stati fruiti. “Visioni urbane” ha dimostrato l’impegno delle istituzioni ad attuare progetti concreti di recupero di aree urbane che interessano i giovani, i quali, sviluppandoli, possono sperimentare la loro capacità di incidere sul tessuto sociale e di essere artefici della costruzione del proprio destino.
Il gestore dei Centri, selezionato con specifici bandi di gara, dovrà possedere creatività ma anche capacità imprenditoriale. I centri dovranno reggersi con le proprie gambe, svincolandosi dall’egida del “pubblico” per una totale autonomia e dimostrando che la cultura può generare sviluppo, economia ed occupazione.
Una caratteristica originale di Visioni Urbane è sicuramente un diverso concetto di “policy”, un approccio innovativo rispetto a quello canonicamente utilizzato dalla Pubblica Amministrazione nella realizzazione di programmi culturali.
La Scheda Nella sua attuazione, infatti, la Regione non ha sostenuto singole proposte, ma idee per un progetto collettivo di sviluppo. Ciò significa una politica trasparente, aperta e meritocratica. I lavori di ristrutturazione finanziati con i fondi del Fas (Visioni Urbane nasce da un accordo con il ministero dello Sviluppo economico) hanno guardato all’ecosostenibilità. Da segnalare un accordo con la Società energetica lucana, attraverso il quale si punterà alla sostenibilità energetica. Con l’obiettivo di ridurre all’osso i costi di gestione per le imprese culturali li che animeranno.
L’ex Centro polifunzionale di Tito è stato adeguato per essere fruibile ad una vasta platea di pubblico e di giovani interessati ad esprimersi e far sì che la cultura si trasformi in fonte di occupazione e di sviluppo. Un edificio di 1340 metri, di 10 ambienti e su due piani, che si affaccia su una terrazza naturale a metà strada tra Tito e Potenza, la città capoluogo di regione, che da oggi sarà il “Cecilia centro per la creatività”, in ricordo della dirigente regionale Cecilia Salvia, prematuramente scomparsa da qualche anno, che ha fortemente creduto in Visioni Urbane fino a crearne le basi.
Se i progetti che animeranno i Centri non sono ancora definiti nei particolari, sono però noti i “concept”, intorno a cui sono stati programmati ed eseguiti i lavori di ristrutturazione. Per il “Cecilia centro” di Tito l’idea è quella di “reinventare il futuro”, cioè sperimentare nuove modalità espressive culturali e artistiche.
Realizzato con il ministero dello Sviluppo economico e con la collaborazione del Formez, Visioni Urbane è uno dei pilastri del Patto con i Giovani, un programma della Regione Basilicata che ha, tra i suoi obiettivi, quello di incanalare la creatività e lo spirito di iniziativa verso progetti di crescita economica e sociale.
Invece di aprire subito cantieri, Visioni Urbane è partito dai contenuti.
Dal 2007 ad oggi, sono state diverse le tappe del percorso. In primo luogo, con un metodo del tutto innovativo, ci si è rivolti alla progettazione delle idee. Visioni Urbane ha coinvolto e messo in rete 150 imprese e associazioni lucane operanti nei vari settori della creatività, mettendoli in relazione con esperti e intellettuali di tutto il mondo. I workshop con Bruce Sterling e Massimo Banzi sulle tecnologie quali fattori abilitanti la creatività, con la Fura del Baus, con l’esperto di fund raicing Pete Tideman, con Francesco Bernabei della Fondazione Pistoletto per la redazione dei Business Plan, con Fazette Bordage sul tema specifico della programmazione di centri creativi e, infine, quello con Paolo Verri sono stati momenti fondamentali che hanno accompagnato la scena creativa lucana in oltre due anni, a cui si sono aggiunti i Laboratori e le esperienze creative all’Open Days di Matera.
Per garantire trasparenza, partecipazione e massima visibilità, sono stati creati un blog e una community, luoghi di circolazione e di condivisione delle idee.
I creativi lucani si sono percepiti non entità frammentate ma comunità, raggiungendo un maggior grado di armonia e di collaborazione. Dal gruppo dei creativi sono scaturite proposte progettuali e indicazioni sui siti dove ubicare i Centri per la creatività. Visioni urbane rilancerà cinque spazi: l’Ex centro polifunzionale di Tito a Potenza, inaugurato oggi; l’ex area verde attrezzata di Marconia di Pisticci (Mt); la Casa Cava a Matera; l’ex macello comunale a Rionero in Vulture (Pz); l’ex centro dell’artigianato della Val Sarmento a San Paolo Albanese (Pz), scelti secondo precisi criteri quali: proprietà pubblica; metratura ampia e polifunzionalità; accessibilità; presenza e disponibilità di più organizzazioni, imprese, cittadini in grado di animare lo spazio; modularità; fascino paesaggistico e significatività storica; cantierabilità.
La progettazione, la ristrutturazione e l’allestimento degli immobili destinati a Centri per la creatività sono stati realizzati in stretta interazione tra Regione e Comuni proprietari degli immobili, definendo il modello gestionale e il percorso di selezione del soggetto gestore. Tutto questo in stretto raccordo con la community dei creativi.
Il prossimo passo sarà il bando per la scelta del soggetto gestore.
Ecco i cinque Centri della creatività:
Cecilia, presso l’ex Centro polifunzionale / Tito/Potenza
Concept: reinventare il futuro. Il Cecilia, è il luogo adatto da cui partire per questa missione, per cominciare a scrivere il futuro artistico del nostro territorio. La struttura di 1340 mq, con 10 ambienti e su due piani, conserva la sua dimensione polifunzionale: laboratorio di arti visive, sala fotografica, area didattica con postazioni multimediali, spazi più liberi per laboratori teatrali, un’area espositiva, un auditorium di circa quattrocento posti a sedere, uno spazio per l produzione digitale e un’area insonorizzata per la registrazione.
Casa Cava Matera
Situato nel cuore del Sasso Barisano, il comprensorio di Casa Cava si presenta come uno spazio di grande suggestione articolato in un auditorium di circa 100 posti, una galleria espositiva, sale formative e laboratori didattici, una sala prova musica, sale esposizioni e archivio, una caffetteria e tre corti all’aperto. Il progetto configura la Casa cava come un polo attrattore e un centro propulsivo per la produzione di servizi a attività culturali e turistiche. Concept: fare reagire i luoghi antichissimi dei Sassi con attività culturali moderne.
Ex Macello – Rionero, “Arte inclusiva”
Un ex manufatto industriale abbandonato destinato a diventare un immobile a zero consumi energetici grazie all’utilizzo di materiali altamente innovativi.
Il centro si articola in tre corpi di fabbrica. In linea con il concept, si caratterizzerà come spazio attivo, fruibile dalla comunità locale in quanto laboratorio permanente di arte, cultura, vita, in cui le varie discipline artistiche incontrano l’inclusione sociale e addirittura il welfare.
Centro Polifunzionale della Val Sarmento - San Paolo Albanese, “Radici”:
L’immobile è collocato in un’area golenale, affianco al greto del fiume Sarmento, di fronte al teatro vegetale che Giuseppe Penone ha installato per Arte Pollino. All’interno dell’edificio principale, gli spazi esistenti ristrutturati serviranno a ospitare mostre, rassegne, laboratori didattici, servizi e attività artistiche. Al piano superiore saranno disponibili residenze per turisti.
Ci sarà poi una sala di 99 posti a sedere utile per convegni, seminari, rassegne, cineforum, spettacoli, laboratori scenografici. All’esterno, un’ampia superficie da dedicare a orti didattici. Concept dell’ex Centro polifunzionale della Val Sarmento sono le radici.
Area verde attrezzata - Marconia di Pisticci, “Basilicata nel mondo, il mondo in Basilicata”
Il complesso occupa una grande area verde destinata originariamente a verde attrezzato. Il progetto di recupero ottimizza gli spazi al chiuso, articolati in un ampio open space, caffetteria e internet point, sala montaggio audiovisivo, saletta prova musica, locali di servizio ad uso dell’anfiteatro e degli impianti sportivi. Nel contempo è stata effettuata un’opera di pulizia e manutenzione dell’area verde e dell’anfiteatro con scena palco, con il ripristino dei campi da gioco e delle attrezzature ludiche per bambini.
Il concept del centro è legato al tema della “ritornanza” e ai legami con il mondo.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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