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Università del Sud insieme per vivere

25/01/2011



Operazione federazione delle università del Sud. Oggi si pone un'altra pietra nell'edificazione di questo progetto. Si incontrano infatti a Matera, nella sala Carlo Levi di Palazzo Lanfranchi, i sei rettori degli atenei interessati al percorso avviato negli ultimi mesi. Si tratta di Mauro Fiorentino (Università degli studi della Basilicata), Corrado Petrocelli (Università di Bari), Nicola Costantino (Politecnico di Bari), Domenico Laforgia (Università del Salento), Giuliano Volpe (Università di Foggia), Giovanni Cannata (Università del Molise).

L'obiettivo dell'incontro odierno, che segue quello tenuto il 2 settembre scorso a Bari, è mirato a valutare lo stato di avanzamento del progetto federativo. Una linea che, nel frattempo, è stata prevista dall'articolo 3 della contestata nuova legge sull'università. In realtà i sei atenei stavano ragionandoci su anche prima della promulgazione della nuova normativa, come l'incontro tenuto nel capoluogo pugliese, già ai primi di settembre, dimostra. Si riflette sulla possibilità di unire le forze per mettere meglio a valore autonomie della ricerca, identità, specificità e potenzialità di ciascun ateneo riuscendo, nello stesso tempo, a ottimizzare le risorse, i mezzi, gli strumenti a disposizione. Si parla in particolare di ricerca, di offerta formativa (alta formazione in particolare), di servizi comuni assicurati agli studenti, di trasferimenti tecnologici, di dottorati, di internazionalizzazione, di centri di eccellenza e spin-off.

«Abbiamo avviato un processo coraggioso e difficile – osserva il rettore dell'ateneo lucano, Mauro Fiorentino. - Si tratta di un processo per il quale non esistono riferimenti e sperimentazioni già compiute. Di conseguenza, non c'è un modello a cui ispirarsi per costituire una rete più consolidata. Certo, si tratta di un percorso previsto dalla legge. Ma non è detto che il nostro spirito sia lo stesso che anima chi ha pensato la legge. Noi puntiamo soprattutto sul potenziamento della ricerca e della didattica avanzata. E siamo consapevoli dei timori diffusi, come quelli relativi alla chiusura di determinati corsi in nome della razionalizzazione didattica, anche se ritengo che quel discorso riguardi soprattutto una dimensione regionale e non può interessare realtà ricadenti in regioni diverse, anche quando si collegano fra loro. La vera competizione non è fra di noi, atenei federati o non, al Sud. La competizione sarà tra tutti noi e l'offerta che viene dal Nord. Per questo è importante provare a fare massa critica cercando di stare tempestivamente dentro un processo tutto da costruire».

La riunione congiunta dei senati accademici deve provare a rispondere a molti interrogativi soprattutto alla luce delle criticità che, in questa fase, colpiscono ovunque, ma nel Mezzogiorno assumono risvolti ancora più urgenti. Domande alle quali devono rispondere gli atenei ma anche gli interlocutori istituzionali. Il fatto di aver invitato a partecipare alla riunione il ministro dell'istruzione, università e ricerca, quello degli affari regionali, i presidenti delle Regioni coinvolte insieme ai loro parlamentari ed europarlamentari, assume proprio questo significato. «In un momento in cui il sistema universitario, soprattutto a Sud, non è più forte – aggiunge il rettore Fiorentino – vogliamo essere considerati. Penso al cosiddetto “piano per il Sud” e ai tagli programmati per la formazione e l'università dal Ministero per l'Economia. Bisogna trovare un modo per bloccare questa continua sottrazione di risorse».
di MIMMO SAMMARTINO
Gazzetta del Mezzogiorno



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