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| Basilicata: è qui il paradiso del nibbio reale |
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21/01/2011 |
| La terra dei Nibbi Reali, meglio sarebbe dire il paradiso terrestre, è la Basilicata. Un censimento degli esemplari svernanti e nidificanti di questo bel rapace diurno ha stabilito che i cieli lucani sono allietati dalle acrobazie di ben 700 nibbi reali. Più di qualsiasi altra regione italiana. Questo bel primato ambientale e faunistico che però, al momento, è fruibile solo da esperti o dalla casualità dei percorsi di viandanti ed escursionisti (il birdwatching, al pari dei tragitti con biciclette, in Basilicata non è istituzionalizzato con percorsi ad hoc progettati allo scopo), è il risultato del primo Censimento nazionale del nibbio reale (Milvus milvus), attuato da ben 20 rilevatori che in tre giorni di permanenza nel territorio lucano hanno registrato la presenza di questi rapaci.
L’iniziativa è legata ad un programma di monitoraggio internazionale della specie e in terra lucana è stata coordinata da Matteo Visceglia ed Egidio Fulco, con il coinvolgimento di De Rerum Natura, Studio naturalistico milvus, Altura, Lega italiana per la protezione degli uccelli, Sulle Orme degli Argonauti, Centro recupero animali selvatici di San Giuliano e Pignola, Cooperativa Nova Terra.
«Per il censimento dei nibbi lucani, abbiamo atteso spesso il tramonto perché è il momento in cui, tutti insieme più esemplari, si radunano per trascorrere sugli alberi la notte», hanno dichiarato Visceglia e Fulco, i due naturalisti lucani che hanno sfruttato appieno la loro competenza ventennale e la conoscenza che già avevano delle zone, circa 14, dove si manifestava questa voglia di vita comune serale dei nibbi reali.
«Sono veri e propri dormitori comuni – hanno ancora affermato i due esperti – che ospitano da un minimo di 8 individui ad un massimo di 160. È un dato che presenteremo al prossimo convegno nazionale di ornitologia, in programma a settembre in Emilia Romagna, che conferma ancora una volta che la Basilicata è la terra dei nibbi reali e che potrà fungere da termometro ambientale che ci dirà cosa sarà cambiato, in peggio o in meglio, intorno alle aree abitualmente frequentate da questi rapaci».
di ENZO PALAZZO
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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