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| Senise: una strada rurale dimenticata da tutti |
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18/01/2011 |
| SENISE-Una strada comunale, unica arteria di passaggio per raggiungere alcune proprietà rurali in contrada Aia Marina a Senise, è oggetto di continue segnalazioni da parte dei proprietari dei terreni. E lo è da anni, ormai. Segnalazioni inviate al Comune di Senise, che ha la competenza della strada ed ora anche alla Regione o a chi è in grado di stanziare i fondi necessari, quelli che le casse comunali non hanno. “Segnaliamo lo stato di abbandono della strada- dicono i cittadini- che è stata più volte interessata da smottamenti a monte e a valle e che, per questo e per i continui dissesti non ci consente praticamente più di transitare con i mezzi agricoli necessari per coltivare i nostri terreni”. Una situazione che, se dovesse degenerare, potrebbe comportare la chiusura del passaggio che, ad oggi, non risulta sboccare da nessun'altra parte. I cittadini naturalmente scongiurano l'ipotesi di chiusura, per evitare di non poter raggiungere le loro proprietà agricole. Ma, il problema, sta risultando ancora più serio e di difficile risoluzione di quanto si possa immaginare.
“Questo perchè- spiega, interpellato, il sindaco di Senise Giuseppe Castronuovo- per ripristinare in toto l'arteria occorrono importi consistenti di cui questo Comune non dispone.
Non molto tempo fa, dopo la segnalazione dei cittadini, abbiamo fatto un sopralluogo e chiesto alla Regione fondi per ripristinare in qualche modo parte del passaggio, con la realizzazione di un muro di contenimento che, però, è stato realizzato in parte perchè dalla Regione i fondi non sono mai arrivati e abbiamo utilizzato fondi comunali per 10mila euro”. Il sindaco annuncia un nuovo sopralluogo proprio nelle prossime ore.
Intanto i cittadini aspettano di sapere cosa fare dei loro terreni, situati in un luogo che, presto, sarà impossibile da raggiungere.
Mariapaola Vergallito |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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