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| "A Elisa Claps tagliato il seno" come Heather |
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15/01/2011 |
| Omicidio Elisa Claps: dalla perizia del medico legale Cristina Cattaneo emergerebbero elementi inquietanti. Non ci sarebbero soltanto un paio di capelli ritrovati fra le dita di Elisa Claps (strappati al suo assassino?), non solo le sue mani sarebbero state ferite nel disperato tentativo di difesa dalla violenza del suo agg ressore, emergerebbe anche altro: le lesioni causate da una lama sulle costole di Elisa potrebbero far pensare a una recisione dei seni della ragazza potentina. Sarebbero quantomeno compatibili con un simile scenario.
Se ciò venisse confermato, ci troveremmo dinanzi a quello che la famiglia Claps e l’avvocato Giuliana Scarpetta hanno sempre definito una sorta di «firma» del delitto. E diventerebbero straordinarie le analogie fra due fatti di sangue avvenuti a distanza di circa 9 anni e a migliaia di chilometri di distanza. Ma con un elemento ricorrente: Danilo Restivo, come amico o vicino della vittima.
In sostanza, nel sottotetto della Trinità, a Potenza, il 12 settembre del 1993 - luogo nel quale è stata assassinata Elisa - si sarebbe verificato una sorta di delitto fotocopia di quello poi accaduto a Bournemouth, in Inghilterra, il 12 giugno 2002, che ha avuto per vittima la sarta Heather Barnett (ciocche di capelli in mano e seni recisi).
Gildo Claps, fratello di Elisa, stavolta preferisce usare la cautela: «Siamo nella fase più delicata dell’inchiesta. C’è stato il deposito della perizia Cattaneo che riconferma e specifica ulteriormente le modalità dell’assassinio di Elisa. Inoltre, di qui a pochi giorni, si attende il deposito dell’ulteriore perizia dopo le perplessità e i sospetti che hanno fatto da contorno alla prima perizia. Perplessità e sospetti che devono essere stati condivisi dalla stessa Procura e dal Gip se poi, come è avvenuto, è stato attribuito un nuovo incarico ai Ris di Parma».
Ma il fratello di Elisa non nasconde, a questo punto, un certo ottimismo sulla piega assunta dalle indagini. Soprattutto pensando a quanto potrebbe emergere dagli accertamenti effettuati dai Ris. «Siamo ottimisti sull’esito di questa perizia che potrebbe comporre, finalmente e definitivamente, il mosaico nel quale però, restiamo convinti, manca ancora un pezzo - afferma il fratello di Elisa. - Un pezzo che dev’essere importante. Perché un meccanismo perverso come quello che, da oltre 17 anni, si è mosso in questa vicenda, non può essere spiegato solo con la necessità di tutelare uno come Danilo Restivo».
«E, alla luce anche delle rivelazioni pubblicate dalla “Gazzetta”, oggi siamo convinti ancora più di prima, che tutto sarebbe potuto andare diversamente se quel 12 settembre fossero almeno stati sequestrati gli abiti e fosse stata perquisita l’abitazione di Restivo. Se qualcuna di queste cose fosse accaduta, già a settembre del ‘93 avremmo potuto conoscere la verità sull’assassinio di Elisa. Avremmo avuto subito sia la vittima, sia il colpevole. Ma, di questi interminabili 17 anni, qualcuno ci dovrà dar conto...».
Mimmo Sammartino
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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