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| Indagini Claps: alla Ue il caso-Gazzetta |
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13/01/2011 |
| Continua a far discutere la vicenda dei provvedimenti disposti dalla Procura di Salerno, lo scorso 8 gennaio, relativi alla perquisizione della redazione di Potenza della Gazzetta del Mezzogiorno, oltre che della casa e dell’auto del cronista di giudiziaria, Fabio Amendolara, indagato per violazione del segreto d’ufficio per la pubblicazione di notizie inerenti l’omicidio di Elisa Claps e le ricostruzioni fatte dagli investigatori sulla personalità di Danilo Restivo .
Come è noto la ragazza potentina fu uccisa barbaramente il 12 settembre del 1993 ( il cadavere è stato trovato, a circa 17 anni di distanza, lo scorso 17 marzo nel sottotetto della chiesa della Trinità, nel capoluogo lucano), mentre Danilo Restivo resta, al momento, l’unico sospettato di quell’omicidio e attualmente in stato di arresto in Inghilterra, perché indiziato dell’assassinio della sarta Heather Barnett, avvenuto nel 2002.
Oggi, per iniziativa della delegazione lucana al congresso nazionale della Federazione della Stampa, in corso a Bergamo, si tornerà ad affrontare la questione sulla quale, già a poche ore dall’attuazione del provvedimento disposto dai magistrati sabato scorso, Fnsi e Assostampa lucana, Ordine nazionale e Ordine regionale dei giornalisti della Basilicata hanno già espresso «sconcerto e preoccupazione».
Il caso Gazzetta-Amendolara, tra l’altro, oltre a raccogliere ampie attestazioni di solidarietà fra istituzioni, società civile, lettori, è approdato in questi giorni anche in sede di Commissione europea. «Siamo al fianco di Amendolara e di tutto l'Ordine dei giornalisti, e come loro siamo sconvolti dai sequestri di documenti e dall'acquisizione delle fonti avvenute nella sede della redazione della Gazzetta, proseguiti addirittura in casa e nell'automobile del giornalista»: è stato il commento dell’euro - parlamentare Sergio Silvestris (Pdl) che insieme al collega Raffaele Baldassarre ha presentato un'interrogazione chiedendo di garantire il rispetto della Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione europea, e in particolare il diritto d'espressione e d'informazione senza ingerenza da parte delle autorità.
«Un atteggiamento persecutorio nei confronti di chi ha forse svelato alcune verità scomode», prosegue Silvestris. Che evidenzia: «Il non si verifica però per quei numerosi giornalisti che con grande celerità pubblicano verbali o indiscrezioni relative ad interrogatori che riguardano inchieste giudiziarie su esponenti del governo italiano».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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