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| Solidarietà a Pappaterra da Comunità del Parco,riunita in seduta straordinaria |
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10/01/2011 |
| La Comunità del Parco Nazionale del Pollino, nell'esprimere piena solidarietà e vicinanza al presidente dell'Ente Parco Nazionale del Pollino, on. Domenico Pappaterra per il vile atto intimidatorio subito il 23 dicembre scorso, respinge con forza tali metodi criminali che inquinano il normale procedere di un'Istituzione democratica qual è l'Ente Parco Nazionale del Pollino e la sua guida, autorevole e seria che ne ha consentito, negli ultimi tre anni, il riposizionamento oltre che nelle due Regioni in cui l'En te agisce anche in tutto il territorio nazionale.
La Comunità del Parco Nazionale del Pollino, inoltre, preoccupata per l'aumento di simili atti intimidatori, ultimo di una serie interminabile quello che ha coinvolto il sindaco di Sant'Agata d'Esaro, Comune del Parco, Antonio Bisignani, al quale va tutta la nostra solidarietà, che ha portato lo stesso alle dimissioni e il Consiglio comunale allo scioglimento, chiede alle forze preposte alla tenuta democratica delle Istituzioni, ovvero ai soggetti istituzionali, politici e sociali, la massima coesione e unità d'intenti per rifiutare sgradite pressioni e, ai rappresentanti dello Stato e del Governo, alla Magistratura e alle Forze dell'Ordine, il massimo impegno - peraltro già dimostrato - nel tutelare e garantire il corretto svolgimento delle funzioni amministrative di chi opera in un territorio considerato di "frontiera".
L'uccisione di Angelo Vassallo, Sindaco e Presidente della Comunità del Parco Nazionale del Cilento ricorda, infatti, a tutti noi che la tutela ambientale evidentemente non coincide con gli interessi criminali.
Pertanto, la Comunità del Parco Nazionale del Pollino, intende respingere con forza ogni interferenza in quanto estranea alle civili regole della democrazia e rilanciare la sua azione di governo del territorio e di supporto all'operato dell'Ente Parco Nazionale del Pollino e del suo presidente, on. Domenico Pappaterra al quale ribadisce solidarietà e stima auspicando che tale bru tto episodio non incida minimamente sul suo competente impegno profuso al servizio delle nostre comunità.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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