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| Piano scuola: l'istituto di Terranova non vuole l'accorpamento a Senise |
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9/01/2011 |
| Nota di protesta da Terranova di Pollino contro l’accorpamento delle dirigenze scolastiche previste dal piano di dimensionamento, che prevedono la scomparsa dell’unica dirigenza della Val Sarmento (a Noepoli), che farà capo a Senise, come deciso dai sindaci della Valle. Lo fa sapere il Consiglio dell’Istituto Comprensivo del comune del Pollino, attraverso una nota inviata al Presidente della Regione, al Presidente della Provincia di Potenza, al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico regionale e a tutti i sindaci della Val Sarmento. Nella nota si chiede di modificare il piano e di consentire il mantenimento in deroga del presidio amministrativo dell’Istituto Comprensivo di Terranova di Pollino oppure di ubicare in maniera baricentrica la sede amministrativa e di direzione del nuovo Istituto Comprensivo in modo da equilibrare il centro di direzione tra i due plessi di scuola primaria di Senise ed i cinque comuni della Vallata. “L’attuale Istituto Comprensivo di Terranova-dice il Consiglio- istituito meno di due anni fa, grazie all’accorpamento con la Direzione di Noepoli, è articolato su cinque comuni, con ben dodici punti di erogazione del servizio e 222 alunni complessivi, mentre nel prospetto del Piano Provinciale ne sono stati riportati, erroneamente, solo 177 non tenendo conto di ben 45 alunni della scuola primaria di Terranova di Pollino, a fronte dei 247 di Senise.Assurdo è il criterio che viene adottato, il quale, tiene conto solamente del “solito” metodo numerico, trascurando la continuità didattica, quindi, senza minimamente considerare la reale funzione per la quale la scuola è stata creata, curare l’insegnamento ai bambini, che poi sono i nostri stessi figli, e, non dei numeri come spesso vengono definiti da qualcuno”.Secondo il Consiglio “il nuovo Istituto Comprensivo di Senise, comprendente ben sei Comuni e quattordici punti di erogazione del servizio, difficilmente potrà rispondere alle esigenze educative , didattiche, organizzative , sociali e culturali di un’area geografica come quella della Valle del Sarmento”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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