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Elisa Claps indagato cronista della Gazzetta

9/01/2011



Perquisita la sede della «Gazzetta» di Potenza. Sottoposte a perquisizione anche la casa e l’automobile del cronista di giudiziaria, Fabio Amendolara, al quale è stato notificato un decreto di perquisizione su disposizione della Procura della Repubblica di Salerno - Direzione distrettuale Antimafia e la notizia che è indagato per rivelazione di segreto di ufficio. Oggetto del provvedimento, l’acquisizione delle fonti che hanno consentito la pubblicazione di una serie di articoli relativi all’assassinio di Elisa Claps, la ragazza potentina uccisa il 12 settembre 1993, nel sottotetto della chiesa della Trinità, a Potenza. Delitto per il quale resta indagato il potentino oggi 38enne Danilo Restivo, attualmente in stato di arresto in Inghilterra, dove deve rispondere anche dell’omicidio di un’altra donna - la sarta Heather Barnett - avvenuto nel 2002. La notizia ha destato sconcerto e sollevato perplessità e preoccupazione nel mondo del giornalismo, nelle istituzioni, fra i cittadini.

Alle 14.45 di ieri due rappresentanti della Squadra Mobile di Potenza hanno accompagnato Amendolara in redazione per acquisire i documenti relativi alle recenti pubblicazioni sul caso Claps. Con sequestro di tutto il materiale cartaceo ed elettronico: in pratica il suo intero archivio sulla clamorosa vicenda.

Ore 15.15. Un agente perquisisce l’auto di Amendolara sequestrando altre carte riguardanti la storia di Elisa e le relative indagini. L’auto, portata in Questura, è stata quindi sottoposta ad ulteriori accertamenti da parte del personale tecnico della Polizia. Ore 16. Quattro agenti accompagnano Amendolara nella propria abitazione potentina dove effettuano un minuzioso controllo. Anche qui è stato posto sotto sequestro qualunque documento avesse relazione con il caso Claps.

Ore 17. Ritorno in Questura con la redazione di un estenuante verbale relativo a tutte le carte che sono state oggetto di sequestro. Intorno alle ore 20 è stato chiesto ad Amendolara se intendesse rivelare il nome di chi gli aveva fatto avere i documenti e il giornalista ha scelto di avvalersi del segreto professionale.

È finita alle 21.30. Per quanto accaduto, oggi i lettori della «Gazzetta» non potranno trovare nelle pagine del giornale altre rivelazioni sui retroscena di una vicenda che continua a inquietare e che, dopo 17 anni, lascia ancora troppe domande senza risposta.
Mimmo Sammartino
Gazzetta del Mezzogiorno


IL CDR DELLA GAZZETTA: IL COLLEGA TRATTATO COME UN CRIMINALE
Il comitato di redazione della Gazzetta si schiera al fianco del collega Amendolara ed evidenzia come gli sia stato riservato «un trattamento da criminale, impedendogli ogni contatto con la redazione o con la propria famiglia». Il Cdr stigmatizza quelli che considera atti persecutori nei confronti di un giornalista «reo» di aver svolto egregiamente il suo lavoro e auspica che non si tratti di «una rappresaglia per aver evidenziato ombre sulle indagini».


Cosa c'era in quel dossier


Ecco una sintesi delle rivelazioni contenute nel dossier investigativo che il collega Fabio Amendolara ha pubblicato in questi ultimi giorni e che ha scatenato la reazione della procura di Salerno.

GIRAVA IN AUTO CON GUANTI IN LATTICE E COLTELLO In Inghilterra, nella sua auto, i detective hanno trovato una borsa contenente un coltello da cucina, dei guanti in lattice e un passamontagna. PUBBLICATO 24/12/2010

COLLEZIONAVA FOTO DI DONNE SCOMPARSE Danilo aveva la mania di conservare foto di donne scomparse e articoli di cronaca nera, oltre a quella strana passione per le ciocche di capelli. PUBBLICATO 27/12/2010

NELL’86 ACCOLTELLÒ UN BAMBINO «Infilò un guanto di lattice alla mano destra e con un coltellino mi colpì alla gola». Angelo Brienza aveva 12 anni nel 1986 quando Danilo lo ferì con un taglierino. PUBBLICATO 30/12/2010

NEL ‘93 INVIÒ FINTO PACCO BOMBA Pochi mesi prima dell’assas - sinio di Elisa, Danilo inviò un finto ordigno a una sua vicina di casa. Sul pacco un messaggio: «Quanto ti resta di vita Giovanna?». PUBBLICATO 02/01/2011

SOSPETTO PIROMANE NEL ‘99 Nel periodo in cui ha abitato alle porte di Torino, Danilo fu accusato di aver appiccato il fuoco a un edificio come ritorsione alla sua mancata ammissione a un corso di formazione. PUBBLICATO 04/01/2011

NEL ‘96 DISSE CHE ELISA ERA MORTA Danilo confidò a una sua amica di Rimini che era difficile trovare un colpevole dal momento che non si sarebbe trovato il corpo di Elisa e che, comunque, dopo cinque anni dei suoi resti non rimaneva più nulla. PUBBLICATO 05/01/2011

NEL 2007 SBEFFEGGIÒ LA POLIZIA Il 10 novembre del 2007 la polizia fece un sopralluogo nelle scale mobili alla ricerca del corpo di Elisa. Danilo ne parlò con la sorella: «Per me possono farsi le seghe mentali» commentò. PUBBLICATO 06/01/2011

FALLI E VIBRATORI IN CASA Nel ‘93 la polizia trova nell’abitazione potentina di Danilo diversi oggetti fallici e vibratori. PUBBLICATO 07/01/2011

TESTIMONI: PER ELISA AVEVA L’OSSESSIONE Le telefonava, la seguiva, cercava di incontrarla. Un pressing di Danilo ai danni di Elisa ricostruito attraverso le testimonianze di amici e conoscenti. PUBBLICATO 08/01/2011

COS’ALTRO SERVIVA? Sono questi alcuni dei «gravi indizi concordanti e precisi» che gli investigatori hanno contestato a Restivo nel 2010 (...). Ma erano elementi che la Procura di Salerno aveva già a disposizione ed erano tutti raccolti in un’informativa della Squadra mobile di Potenza datata 2008. La città si domanda: cosa altro doveva esserci per ottenere un arresto prima? EDITORIALE DELL’8/01/2011

Gazzetta del Mezzogiorno



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