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| Comitato "Nessuno Tocchi Nello Rega" su agguato al giornalista |
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8/01/2011 |
| Il comitato NTN (Nessuno Tocchi Nello Rega), esprime solidarietà al giornalista Nello Rega per l’agguato subito la notte tra il 6 e 7 gennaio. Un agguato che solo grazie alla sua pronta reazione non ha avuto gli esiti sperati da chi l’ha messo in atto. Come Rega ha raccontato, i proiettili che sino ad ora hanno viaggiato per posta, hanno cominciato a essere esplosi con mezzi appropriati. Un segnale che fa intendere come si è passati dalla strategia intimidatoria, alla fase esecutiva delle minacce. Minacce che perseguitano il giornalista da diverso tempo e che sarebbero legate alla pubblicazione del Libro Diversi e divisi- diario di una convivenza con l’Islam, di cui è autore. Di questo Rega si è sempre detto certo poiché le prime pallottole gli sono state recapitate insieme alla copertina dello stesso. Nel testo, pur senza critiche ad altri usi e costumi, attraverso una storia personale, si racconta della difficile convivenza tra cristiani e musulmani. Di qui l’irritazione di alcuni estremisti islamici, al punto da emettere una sentenza di morte nei suoi confronti. Sino a ieri le ripetute intimidazioni non erano bastate a convincere chi preposto, all’assegnazione di una vera scorta. Scorta che questo comitato ha sollecitato attraverso la raccolta firme, e alcuni parlamentari con interrogazioni al ministro Maroni. Ora, dopo l’ultimo episodio, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha deciso le misure di tutela. Per fortuna non è troppo tardi, e di ciò ci rallegriamo. Vorremmo ora capire, facendo nostre le parole del direttore di Televideo Rai, Antonio Bagnardi, nel suo "fiducioso appello" al ministro Maroni -"Non bastano mesi e mesi di intimidazioni e ora il tentativo di uccidere?", così come quelle del segretario Usigrai Carlo Verna: "Ho appreso con stupore che dopo la denuncia dell'ultimo episodio, quello in cui ha rischiato la vita, all'alba è stato fatto tornare a casa da solo con il fratello"- le ragioni che hanno ritardato il provvedimento. Ci rifiutiamo di pensare che risiedano nei dubbi sulla provenienza delle minacce. Capire se esse sono legate al testo e proveniente da estremisti islamici, oppure da altri ambienti e per altri motivi, è cosa non meno importante che però non può, da sola, bastare. Ecco che allora trova spazio un nostro dubbio: si è data per buona l’ipotesi che il tutto rientrasse in una strategia pubblicitaria. Lo diciamo perché troppe volte il comitato –Rega lo sa-, se lo è sentito dire sia da quanti hanno sottoscritto l’appello, sia da chi, invece, proprio perché convinto in tal senso, la firma ha negato. E’ questa la vera ragione? Finché nulla sarà provato, si dovrà riflettere sul rischio al quale Rega è stato esposto e assumersene le responsabilità. Non meno responsabilità grava in capo a chi, malauguratamente, si fosse reso protagonista di un simile procurato allarme. La speranza è che si assicurino alla giustizia i veri responsabili mettendo fine alla vicenda. Specie in questa terra dove, in troppe storie, manca la parola “fine”. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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