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| Storie di occupazione: i 45 anni di attività dei Falabella |
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3/01/2011 |
| Siamo abituati a sentire o leggere di fabbriche che chiudono, attività costrette a licenziare, le aziende di lunga vita sono diventate abbastanza rare. Latronico ne ha una, le officine Falabella che ha appena compiuto quarantacinque anni. Era il 1965, quando Egidio Falabella, appena ventenne decise di concerto con i genitori e il fratello, di aprire l’officina. Il 16 di dicembre il sogno diventava realtà, un garage di una casa abbandonata, diventava un’officina elettromeccanica. Cominciava il lavoro “a casa propria” per i fratelli Falabella, ma anche i sacrifici e le soddisfazioni. Nel 1985, finalmente l’officina nuova e all’avanguardia, i sacrifici sono continuati . negli anni Egidio è maestro per molti giovani apprendisti, alcuni sono stati assunti e lavorato per la Falabella srl fino alla pensione, qualcun altro ha appreso l’arte e impiantato proprie attività. Oggi l’officina è cresciuta ancora e si è spostata nell’area PIP di Latronico. L’altra mattina, con una messa presieduta dal parroco don Giovanni Costanzo, alla presenza del sindaco di Latronico Egidio Nicola Ponzo, dell’assessore provinciale Vito Di Lascio e di numerose altre autorità politiche e militari, la famiglia Falabella ha ringraziato e festeggiato per i 45 anni di attività. Durante la Messa don Giovanni, tra l’altro, ha invitato gli amministratori a riflettere sulle condizioni di impoverimento dell’area sud lucana. Ma qual è il segreto di questo successo? Una fede a piedi nudi. “dal 1975, tutti gli anni, alla festa di Sab’Egidio abate”, racconta Egidio nel suo libro autobiografico, “ho accompagnato la processione a piedi nudi e continuo a provare sempre la stessa emozione e sensazione della prima volta, tanto che ho deciso che, finchè avrò vita e la forza fisica, a piedi nudi accompagnerò la processione”. L’auspicio è che il suo esempio incoraggi altri a investire sul proprio territorio per crearsi e creare lavoro.
Antonietta Zaccara |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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