|
| Senise, un presepe sotto la torre antica |
|---|
30/12/2010 |
| Un presepe vivente, animato dalle poesie, dai canti natalizi e dalle preghiere dei bambini dei plessi elementari di San Pietro e Centrale a Senise, uniti nello stesso istituto per quest’anno: hanno salutato così il Natale alle porte i docenti e gli alunni delle due scuole senisesi, con “Il Natale di Gesù” e con il salone centrale dell’istituto diventato per una mattina il luogo magico della natività. Per vivere e trasmettere in maniera semplice, come solo i bambini sanno fare, i migliori auspici per l’anno nuovo. In una scenografia che riprendeva le bellezze architettoniche del vecchio borgo senisese, c’erano tutti: Maria e Giuseppe, i pastorelli e le stelline.
Con “un’attesa che fa rivivere il passato, con le case che si riempiono di luci e colori con il trionfo dei bagliori. Nell’aria c’è il profumo e la voglia di donare un sorriso-dicono i bambini- un abbraccio e augurare un Natale sereno e Felice.
Accarezza la tua mente e scrivi nel tuo cuore le parole più belle: pace, amore e felicità. Che questo sia un Natale meraviglioso per noi e per chi si ama”.
Il presepe è visitabile per tutto il periodo di festività presso i locali del Plesso "Centrale". La particolarità del lavoro consiste non solo nell'aver utilizzato materiale di recupero (carta, cartone, pongo, polistirolo ecc..) ma anche quello di aver ripreso uno scorcio dell'antico borgo senisese (la Torre di Capalbo), con le bambole vestite con gli abiti tipici e intente a svolgere i tradizionali gesti della vita quotidiana senisese.
Per inviare le immagini dei presepi potete scriverci all'email lasiritide@lasiritide.it
 |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |