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Ola: presunta fuga di idrogeno solforato a Viggiano

28/12/2010



La Ola (Organizzazione Lucana Ambientalista) in un comunicato denuncia una presunta «fuga di idrogeno solforato il 25 e 26 dicembre scorso» presso il «Centro Oli di Viggiano».
Secondo gli ambientalisti, «alcuni cittadini di Viggiano hanno segnalato» all'organizzazione «come il giorno 26 dicembre scorso abbiano avvertito una forte puzza di uova marce, nel linguiaggio tecnico inglese indicata con il termine "smell rotten eggs"». La presunta fuga di gas sarebbe «stata percepita per diversi chilometri intorno al Centro olio di Viggiano, costringendo la popolazione che vive intorno all'impianto, classificato in base alla normativa Seveso "suscettibile di provocare incidente rilevante" a chiudersi in casa».
La Ola riferisce che alcuni cittadini avrebbero detto di aver patito «lacrimazione associata a fastidio nella respirazione». E spiega che «l'odore di uova marce non è l'odore dello zolfo, che è inodore, ma solo del suo composto, H2S, Idrogeno Solforato che è tossico e cancerogeno, anche a dosi continuative, se pur limitate».
«Questo gas venefico - scrive la Ola - brucia con fiamma bluastra che emette un odore caratteristico e soffocante, dovuto al biossido di zolfo (SO2) o dal triossido di zolfo (SO3) che si forma come prodotto di combustione. Eni ha fatto sapere a mezzo stampa che si é trattato dell'ennesima anomalia di funzionamento e che come tale non é tenuta a comunicare non facendo quindi scattare quanto previsto dal piano di emergenza interno ed esterno all'impianto, mentre da parte dell'Arpab non vi sono al momento comunicazioni ufficiali circa le quantità e qualità dei gas sprigionati. Una situazione questa - sottolinea con forza la Ola - che oltre ad essere di inaudita gravità vede gli enti titolati completamente assenti per la salvaguardia della salute della popolazione che vive a contatto con il centro olio di Viggiano».
Gli ambientalisti sottolineano: «Non tranquillizzano affatto le rassicurazioni di ENI circa "anomalie di funzionamenteo" che secondo la stessa compagnia si sono verificate "dalle ore 1,30 alle ore 2,30 circa del 25 Dicembre 2010 determinatesi presso il Centro Olio, con l'impossibilità di immettere in metanodotto il gas associato già trattato e destinato alla vendita, con conseguente combustione nel sistema di torce di emergenza per il tempo strettamente necessario a concludere le operazioni di ripristino delle normali condizioni di esercizio", questa situazione si è creata a causa della repentina diminuzione di potenza elettrica disponibile ad alimentare le utenze dell'impianto, tra le quali la stazione di compressione del gas purificato"».
«La Ola nel rilevare incongruenze tra quanto avvertito e segnalato dai cittadini e ciò che é stato comunicato da Eni chiede agli organi preposti di accertare le cause di quanto accaduto affinché i cittadini non continuino ad essere esposti a possibili rischi per la propria salute».



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