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| Scoperto ad Herakleia un luogo di culto nel santuario di Demetra |
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26/12/2010 |
| Eccezionale scoperta nella zona centrale del santuario di Demetra nel parco archeologico di Herakleia. È stata fatta da un’équipe di studenti dell’Università di Innsbruck, diretti dal prof. Michael Tschurtschenthaler, in collaborazione con la prof. Brinna Otto, supportati dal soprintendente Antonio De Siena e dal direttore del Museo della Siritide, Salvatore Bianco. «La campagna di scavo - ha spiegato il Tschurtschenthaler - ha portato ad uno straordinario ritrovamento: nella zona in basso, a nord delle risorgive, è venuto alla luce un edificio di grandi dimensioni, denominato “Oikos H”.
Oikos è un termine greco che significa casa e indica edifici quadrangolari, nell’anti - chità era chiamata così la casa di una divinità. Il termine è spesso usato per indicare gli edifici sacri. Nello scavo sono venuti alla luce i resti di un muro che misura 5,30 m. L’Oikos H è orientato verso est, dato importante per la definizione della funzione che questo edificio aveva all’interno del santuario demetriaco.
I templi nell’antichità avevano spesso l’ingresso verso est, come nel caso ad esempio del famoso Tempio delle Tavole Palatine a Metaponto. Altri edifici rinvenuti all’interno del santuario hanno dimensione minori e sono orientati invece verso nord. Gli archeologi sono quindi portati a pensare che si tratti proprio di un tempio dell’edificio principale all’interno del santuario. Per quanto concerne la datazione dell’edificio, sopra il muro scoperto è stato individuato un deposito sacro del IV-III secolo a. C.».
Il deposito sacro è una concentrazione di oggetti offerti come atto di devozione alla dea Demetra. Da esso provengono parti di vasi chiamati hydriai, i vasi per l’acqua, con iscrizioni dedicatorie e fiaccole a croce, sacro scettro della dea, dipinte sopra. I vasi venivano spezzati e infissi nel terreno. I cittadini di Herakleia, devoti alla dea Demetra, usavano questi vasi spezzati come imbuti per libagioni, ovvero per riversare nella terra, sede della dea, le loro offerte di liquidi, vino, latte, miele e acqua. Le iscrizioni ci confermano che Demetra è la destinataria di queste preghiere e riportano anche il nome di due illustri cittadini di Herakleia, Zopirisco, che troviamo nelle famose “Tavole di Herakleia” e Sodamo, alto funzionario di Herakleia.
Gli scavi del santuario, ricorda l’archeologa Marta Golin nel libro “Il Santuario di Demetra a Policoro” di Brinna Otto, hanno avuto inizio nel 1964. Dal 1965 al 1971 l’archeologo tedesco Bernhard Neutsch ha scavato la parte centrale con gli studenti delle Università di Heidelberg, Padova e Innsbruk. Dal 1989 l’archeologa Otto ha proseguito gli scavi successivi con gli studenti dell’Università di Innsbruk. Dal 2004 sono passati sotto la direzione di Tschurtschenthaler. La prof. Otto continua tuttora le sue ricerche sui rituali e sui ritrovamenti del santuario.
Nicola Buccolo
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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