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| Tinchi: domani mattina 3 autobus a Matera sotto la sede ASM |
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20/12/2010 |
| Sarà un’altra giornata di manifestazione di massa, domani, per i Comitati in lotta contro la soppressione dell’ospedale di Tinchi. Tre pullman partiranno domattina alla volta della sede dell’azienda sanitaria a Matera, per “organizzare una clamorosa e pacifica manifestazione contro l’ASM e contro il direttore Vito Gaudiano- come spiega al telefono il presidente dei Comitati in lotta, Pietro Tamburrano- perché se pensano di portare avanti giochi politici celati sotto false riconversioni sanitarie, si sbagliano. Sei mesi ininterrotti di lotte e proteste dimostrano che non ci fermiamo facilmente”.
Intanto, nel tardo pomeriggio di oggi, i manifestanti hanno lasciato il Palazzo della Regione Basilicata dove, questa mattina, 4 rappresentanti dei comitati erano entrati minacciando addiritura di darsi fuoco con una bottiglietta che conteneva liquido infiammabile, fortunatamente consegnata poi ai Vigili del Fuoco. Assieme a loro c’erano anche tanti altri manifestanti che, però, non sono riusciti a penetrare il cordone di sicurezza all’esterno del Palazzo regionale. Donato Fuina, vice-presidente del "Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto”, ha tentato inutilmente e rischiando anche l’arresto, di incatenarsi sulla poltrona del Presidente della Regione Basilicata.
Sintomi di una disperazione che non cade nella rassegnazione, “ma che ci vede pronti- dice Tamburrano- a smascherare inutili tentativi di distruggere piccoli gioielli della sanità per giustificare presidi ospedalieri centrali ma ad oggi mal funzionanti e ingiustificati. A margine della manifestazione di oggi i presenti hanno avuto un incontro-scontro con l’assessore Martorano (nella foto l'incontro), dal quale finora ci siamo sentiti ingannati”.
I comitati in lotta in difesa dell’ospedale di Tinchi giudicano il Piano presentato dalla Regione ingannevole, indegno e offensivo nei confronti del territorio e “abbiamo scoperto, frutto di un copia-incolla che risale a 6 mesi fa, senza reali prospettive, se non quelle dell’esistente”.
lasiritide.it
foto Paolo Sinisgalli |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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